Totti: "Io, Del Piero e i numeri 10 che stanno scomparendo"


Andate su You Tube e guardatevi un video di Maradona o di Zidane: vi riconcilierete con il calcio e dimenticherete probabilmente tutti i problemi di cui soffre il pallone oggi; non sono tanto la violenza o le televisioni, non il doping e gli arbitri scarsi. La verità è che il livello tecnico è sceso, e tanto, e se la Premier League è considerato uno dei campionati più belli del mondo, beh, ne è la controprova.

L'esigenza di un calcio più fisico e del risultato ad ogni costo ha spazzato via una lembo di terreno sul campo da gioco: c'è il centrocampo, qualche metro di erbetta quindi subito l'area di rigore, lateralmente ovviamente due corsie trafficatissime. E il fantasista s'è trovato sfrattato, privato della trequarti dove poteva incantare con un assist al bacio, un dribbling (anche fine a se stesso), un tiro improvviso e ad effetto. Via libera ai polmoni e ai muscoli: così Totti s'è ritrovato centravanti, Del Piero idem (o spesso ala), Foggia armeggia a destra e Giovinco a sinistra, Zola ce lo ritrovammo quasi terzino a Usa '94. Il 4-4-2 prima di tutto o se è tridente che sia con una prima punta avanti a tutti e due esterni a coadiuvarlo: il tridente con le due punte e il rifinitore dietro di esse è ormai desueto. Bah.

In una intervista a El Pais, Francesco Totti (clicca qui per la mega-Gallery sul Pupone) ha spiegato il suo punto di vista in merito alla questione: "Zidane, Maradona o Cruyff: in futuro non si vedranno più giocatori di questo tipo. Penso anche a Del Piero: Ale era un altro dei grandi 10, ma ha dovuto riadattarsi per continuare: lo mettono a destra o a sinistra. Oggi si valorizza più la muscolatura che la qualità. In Italia soprattutto" ha detto il capitano giallorosso, da sempre molto amico con lo juventino. Parlando di se stesso ha poi aggiunto:

"Il numero non ha importanza, mi sono adattato con naturalezza a fare l’attaccante. Non è stato per scelta, ma per necessità. E non ho più cambiato, segnando 50 gol in due stagioni" dando poi implicitamente ragione a mister Spalletti. Certo è che ci manca Roberto Baggio: il Divin Codino dietro Caracciolo e Toni è stata l'ultima incarnazione del numero 10 ideale. Dimostrando che è ancora possibile essere i più forti giocando sulla trequarti...

  • shares
  • Mail
18 commenti Aggiorna
Ordina: