Vialli: "In Inghilterra il calcio è troppo rilassato"

L'ex-allenatore di Chelsea e Watford, Gianluca Vialli, intervistato su La Stampa a proposito della recente clamorosa eliminazione dell'Inghilterra da Euro 2008, individua nell'eccessiva "spensieratezza" del calcio inglese la causa degli scarsi risultati della Nazionale di Sua Maestà in campo internazionale.
L'ex giocatore di Sampdoria e Juventus, dichiara infatti:

"Forse perché il nostro contorno di scandali e problemi aiuta i nostri giocatori a dare il meglio di se stessi. In Inghilterra il calcio è spensierato, è un gioco. Da noi, no. E, in Italia, se sai che se perdi ti sfasciano la macchina, allora cerchi a tutti i costi di evitare la sconfitta. Battute a parte, credo che i molti problemi che abbiamo in Italia ci hanno magari rafforzato psicologicamente. Mentre forse in Inghilterra è un po’ troppo gioco, un po’ troppo divertimento."

Rispondendo all'intervistatore che gli chiedeva se incida soprattutto il fatto che in Italia si badi di più alla ricerca del risultato che non al bel gioco:

"In un certo senso, sì. Anche se poi non bisogna lasciarsi andare ai luoghi comuni. In Italia, negli ultimi anni si vedono squadre, anche provinciali, che giocano veramente bene, che cercano lo spettacolo"



e concludendo riguardo all'eccessivo accanimento dei media britannici nei confronti allenatori che siedono sulla panchina della Nazionale inglese, un po' in contrasto con il clima generale del calcio di oltremanica:

"Da straniero dico che le critiche rivolte in Inghilterra a Eriksson erano eccessive. I risultati di McClaren lo rivalutano. Ma il problema, in Inghilterra, credo sia un altro e forse, in questo, le cose vanno meglio da noi. Ad esempio, qui se un allenatore perde lo si attacca personalmente, lo si prende in giro, vedi McClaren e il suo ombrello, lo si critica nella sua vita privata. In Italia no."

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