Campionato 24/a giornata: Parma, un punto e mille rimpianti al Delle Alpi

Alla vigilia l’intera rosa del Parma avrebbe fatto una firma lunga come l’A21 per un pareggio a Torino contro la Juventus, e invece dopo il contestatissimo 1-1 di ieri sera sono proprio i gialloblù a recriminare per quei due punti sfumati che, al di là del prestigio, avrebbero portato gli emiliani in una posizione di

di mattia

Alla vigilia l’intera rosa del Parma avrebbe fatto una firma lunga come l’A21 per un pareggio a Torino contro la Juventus, e invece dopo il contestatissimo 1-1 di ieri sera sono proprio i gialloblù a recriminare per quei due punti sfumati che, al di là del prestigio, avrebbero portato gli emiliani in una posizione di classifica molto più tranquilla in vista della doppia sfida con Ascoli e Treviso.

Difficile commentare la partita prescindendo dalla follia dei minuti finali, follia che ha colpito in particolar modo l’arbitro Palanca che si è erto a protagonista non richiesto a partire dall’89’, prima concedendo un rigore che ha dell’incredibile per un volo solitario di Vieira che passava per caso vicino a Grella, poi ignorando un clamoroso fallo di Fabio Cannavaro su Corradi della durata di circa otto secondi ma sfuggito ad arbitro e guardalinee.
E per fortuna che Del Piero ha calciato sulla traversa il rigore incriminato, altrimenti per il Parma sarebbe stata l’ennesima beffa, mentre la Juventus sta godendo ultimamente di un atteggiamento di cortesia da parte della classe arbitrale che sta francamente diventando imbarazzante. Il problema è che la stampa e l’opinione pubblica interpretano sempre questi episodi solo in chiave scudetto, per cui interessano solo i due punti in più raccolti dalla Juve contro l’Udinese e quello di ieri contro il Parma nell’ottica dell’inseguimento dell’Inter e a nessuno importa dei punti persi da Udinese e Parma in chiave salvezza.

Il Parma, poi, in questa stagione sta subendo ogni sorta di accanimento da parte degli arbitri, quasi si volesse far pagare alla squadra la tribolata salvezza dell’anno scorso e l’iscrizione alla Serie A nonostante il crac Parmalat.
Più in generale, la designazione di un arbitro come Palanca (qualcuno si ricorda che questo signore è stato accusato di vendere le partite agli scommettitori? L’archiviazione della sua posizione, quando è ormai evidente che ogni inchiesta relativa alle presunte combine viene regolarmente insabbiata, è condizione sufficiente affinché questa persona continui ad arbitrare in Serie A?) per una partita così delicata, prima di Inter-Juve, e dopo il gentile omaggio di domenica scorsa ai bianconeri, è un errore gravissimo di cui il designatore dovrà in qualche modo rispondere.

Resta da dire della partita, una partita che la Juventus ha dominato solo nella parte centrale del match mentre il Parma ha retto benissimo il campo, sfiorando il vantaggio con Corradi e ottenendolo con il baby Dessena, finalmente messo in campo da Beretta, che ha ripagato la fiducia del suo tecnico con una prestazione da migliore in campo.
Poco dopo una distrazione di Bonera teneva in gioco Ibrahimovic e il mancato intervento di Paolo Cannavaro consegnava allo svedese la palla del pareggio, mesi dopo il suo ultimo centro in campionato (si sa che il Parma è un toccasana per squadre e giocatori in striscia negativa…).

Nella ripresa nonostante l’assalto juventino era Corradi ad avere il match point: corto retropassaggio di Blasi, Corradi si inserisce anticipando l’uscita di Buffon e a questo punto resta solo da scegliere il modo in cui spingere la palla dentro (dribbling sul portiere, pallonetto, rasoterra angolato…); l’attaccante senese, invece, spara un piattone alto lontano dal palo nell’incredulità generale e butta via l’occasione più favorevole. Poi i pazzi minuti finali e la sensazione netta di essersi battuti contro molto più che soltanto un’altra squadra di calcio.