Calciomercato: Da Zambrotta a Ziegler, terzini sinistri a caccia di sistemazione

Un ruolo “maledetto”, il meno reperibile a determinati livelli. Eppure in Italia si riesce a lasciar andare anche una parte di quel poco di buono che resta: il fluidificante mancino resta roba per pochi eletti. Così, gli ultimi giorni di calciomercato aprono a scenari esteri la prospettiva di alcuni nomi noti e meno noti, ma in ogni caso simbolo del depauperamento della Serie A.

Primo tra tutti, Gianluca Zambrotta. Senza contratto. Disponibile a parlare con tutti perché non ne fa una questione di ingaggio e soprattutto lascia l'espatrio come ultima spiaggia. A prescindere. Lui intanto continua ad allenarsi: non sarà più da Milan (anche da questo Milan?), ma l'esperienza val bene una scommessa che è più facile vincere che perdere.

Poi, Reto Zeigler. Nel pieno della carriera e della maturità: possibile che in Italia non ci sia un solo club disponibile ad accaparrarselo per 4 milioni (valore internazionale di mercato superiore ai 6) e non chiedere sempre e soltanto prestiti? Lui, intanto, inizialmente infatuato dalla Lazio che lo voleva anche prima del passaggio a parametro zero alla Juventus, ha scelto il Benfica. Marotta permettendo. Con i turchi del Fenerbahce sempre alla finestra ma disponibili a scucire una cifra non superiore ai 2,5 milioni.

Infine Djamel Mesbah e Jean-Alen Fanchone, algerino il primo e francese il secondo. Milan per sbaglio il primo, Udinese di passaggio il secondo. Eppure si tratta di formazioni incomplete, soprattutto nel ruolo specifico. Con un'ulteriore aggravante: Allegri e Guidolin sono stati i loro sponsor personali fino a qualche settimana fa.

Così, visto che le società smentiscono i propri allenatori (non proprio un buon segno), Mesbah ha rifiutato Torino e al momento pure il Palermo con il sogno di andare a Marsiglia, che però detta le proprie condizioni e Galliani è indispettito. Fanchone, poco conosciuto ai più, ha spinta, fisico e ottimo piede sinistro. Ma non basta. Prestito al Watford (rimane in famiglia come consolazione) dopo che in sei mesi di Friuli il campo non l'ha nemmeno mai assaggiato.

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