Viaggio nella mini-crisi Paris Saint Germain: Ancelotti è già sulla graticola

Il centrocampista 25enne del Paris Saint Germain Blaise Matuidi non si fascia la testa e sottolinea: "Dobbiamo continuare a lavorare per trovare più soluzioni offensive. Tutti ci aspettano al varco, ma siamo solo all'inizio. E' vero che non abbiamo ancora vinto, ma non abbiamo nemmeno ancora perso". Innegabile, i parigini dopo 270 minuti di Ligue 1 sono ancora imbattuti ma questo non basta per non far sorgere i primi malumori in seno alla dirigenza qatariota che quest'estate ha investito qualcosa come 120 milioni di euro per far di un sol boccone ogni avversario in Francia. I rossoblu dopo tre giornate sono undicesimi in classifica a 6 lunghezze dalla capolista Marsiglia (che nonostante abbia perso l'allenatore Deschamps veleggia a punteggio pieno) e dopo due partite in casa e una in trasferta il bottino raccolto fino a questo momento fa storcere il naso a tifosi e addetti ai lavori.

Un articolo apparso su L'Equipe è abbastanza duro nei confronti del tecnico italiano dei capitolini Carlo Ancelotti:

"L'inizio di campionato asfittico del Psg getta una pesante ombra sul lavoro del prestigioso allenatore italiano: il bilancio di otto mesi a Parigi mette in luce più balbettii che progressi. Vorrebbe conciliare risultati e bel gioco ma non ottiene finora né l'uno né l'altro. Voleva imporre il proprio schema, il 4-3-2-1, volgarmente noto come albero di Natale, ma l'ha alternato con il 4-2-3-1 e il 4-4-2 a rombo. Dopo otto mesi alla guida del Psg, Carlo Ancelotti va sempre a tentoni e le prime tre giornate di campionato hanno scompaginato i metodi dell'allenatore italiano".

Il famoso quotidiano transalpino pone l'accento sull'umore non proprio roseo della proprietà qatariota: "La pazienza non è la loro prima virtù, dal momento che nel loro campionato nazionale non esitano a licenziare un allenatore dopo due brutte prestazioni. Il principe Tamim, azionista di maggioranza del club, che guarda tutte le partite del 'suo' Paris Saint-Germain in tv, ha apprezzato ancor meno il pareggio contro il Bordeaux di domenica, ancor più perché suo padre, lo sceicco Hamad ben Khalifa Al-Thani, era per la prima volta presente in tribuna nello stadio parigino del Parco dei Principi". E per i bookmakers un esonero del tecnico emiliano è passato da una quotazione di 4,00 a una di 3,30, nonostante secondo gli scommettitori il Psg rimane stra-favorito per vincere il titolo.

E proprio Ancelotti predica calma:

"Non è un buon inizio di campionato, speravo meglio perché abbiamo qualità, ma non possiamo che migliorarci sotto tutti i punti di vista. La pressione non deve privarci della fiducia nei nostri mezzi, visto che sappiamo bene che il nostro obiettivo resta lo scudetto".

Ma come è andata nel dettaglio nelle prime tre uscite stagionali? All'esordio casalingo contro il Lorient di Christian Gourcuff il Paris Saint Germain ha riacciuffato in extremis il pari dopo esser passato in svantaggio di due reti (autogol di Maxwell e rete di Aliadiere) con una doppietta di Zlatan Ibrahimovic, il secondo sigillo su rigore a tempo scaduto; partita giocata con Douchez in porta (poi spazio nelle altre due uscite al titolare Sirigu) e solito quartetto difensivo ancora orfano di Thiago Silva: Jallet, Alex, Sakho e Maxwell. Quindi Chantome, Bodmer e Verratti col tridente offensivo formato da Menez, Ibrahimovic e Lavezzi.

Nella trasferta in Corsica contro l'Ajaccio (che oggi ha ufficializzato l'acquisto di Adrian Mutu), Ancelotti ha mischiato le carte dalla cintola in su: Chantome, Matuidi e Pastore con Ibra assente sostituito da Nené oltre a Menez e a Lavezzi, espulso al 14esimo della ripresa per un brutto fallo (e squalificato per due turni). E' finita 0-0. Quindi di nuovo Parco dei Principi e ancora un pareggio a reti bianche contro il Bordeaux: solito quartetto difensivo con Sirigu tra i pali, quindi Matuidi, Motta e Rabiot con Nené, Pastore e Ibrahimovic a cercare di metterla dentro. In ogni gara Ancelotti ha sfruttato i tre cambi a disposizione, ma in ogni circostanza ne è uscito fuori poco o nulla. Insomma, ad oggi questo Psg appare in confusione, senza un gioco e a corto di idee. Ma regna l'ottimismo, come confermano le parole di Sirigu:

"Certo, si sperava in qualcosa di meglio, ma spesso le cose che si aspettano tardano ad arrivare. Dipende da noi. Ora dovremo cercare di rimboccarci le maniche, perché ciò che abbiamo fatto finora evidentemente non basta, anche se avevamo lavorato molto. Bisogna continuare a lavorare, non vedo altra soluzione".

Prossimo appuntamento, prima della sosta, a Lilla. Ancora senza Lavezzi, chissà con quale formazione.

Foto | © TMNews

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