Gli idoli di Fabregas? Guardiola e Pirlo

Un catalano a Londra può trovarsi tremendamente spaesato. Nel caso di Cesc Fabregas, nativo di Arenys de Mar, è andata esattamente al contrario: la capitale inglese lo ha accolto a 16 anni e lui non s’è fatto pregare, diventando fan della City di Sua Maestà e, nel contempo, idolo di Highbury (Fotogallery).Oggi è un pilastro


Un catalano a Londra può trovarsi tremendamente spaesato. Nel caso di Cesc Fabregas, nativo di Arenys de Mar, è andata esattamente al contrario: la capitale inglese lo ha accolto a 16 anni e lui non s’è fatto pregare, diventando fan della City di Sua Maestà e, nel contempo, idolo di Highbury (Fotogallery).

Oggi è un pilastro della giovane Arsenal, squadra che sta mostrando un gioco frizzante e sui generis, formazione che ha saputo resistere a svariate rivoluzioni (cessione di Henry, cambio di stadio) riuscendo a non snaturarsi. E, come detto, il giovane spagnolo è il perno indiscusso di questa macchina ben oleata. Nel 2006 durante i quarti di finale di Champions incrociò la Juve e appena 19enne la punì con un gol dei suoi.

Ancora non ventunenne e detentore di vari record inerenti ai suoi esordi e alla sua età sempre estremamente giovane, quest’anno Cesc ha già siglato una decina di gol tra campionato e coppa e semmai qualcuno avesse avuto ancora dubbi, ora tutto il mondo sa di che pasta è fatto. Tanto che praticamente tutte le big d’Europa hanno chiesto almeno una volta di lui.

Ma a chi si ispira il piccolo catalano che fa della grinta e della tecnica il suo biglietto da visita? “Indubbiamente a Guardiola, con cui ho avuto l’onore di giocare e di cui vedo spesso delle videocassette” ha risposto sicuro, aggiungendo che attualmente stravede per Pirlo e non disdegna, come ovvio, Kakà.

Contratto fino al 2014 e tanta voglia di rimanere sulle rive del Tamigi, Fabregas non nega di apprezzare molto il calcio italiano, benché forse esasperato dai media e troppo assillato dai risultati. “Anche la Nazionale italiana ha ottimi giocatori che agli appuntamenti importanti sanno dare il meglio, credo sia questo il motivo degli ultimi grandi successi italiani“.

Occhi svegli e faccia pulita, il catalano sa bene che lui potrebbe giocare ovunque; e il Barcellona sicuramente si mangia le mani ripensando a quando lo cedette più di 4 anni fa. Oggi nessuno si meraviglia di prestazioni superbe e di vederlo apparire sul tabellino dei marcatori: così giovane è già un esempio per centinaia di bambini!




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