Il Barça senza la croce per i musulmani

Lo stemma del Barça che vedete qui a fianco non è stato inserito per errore ma è la versione araba del logo della squadra catalana. Pare infatti che per farsi accettare nei paesi musulmani, dove i blaugrana hanno comunque un gran seguito, sia stato inevitabile eliminare dallo stemma la croce rossa su campo bianco di

Lo stemma del Barça che vedete qui a fianco non è stato inserito per errore ma è la versione araba del logo della squadra catalana. Pare infatti che per farsi accettare nei paesi musulmani, dove i blaugrana hanno comunque un gran seguito, sia stato inevitabile eliminare dallo stemma la croce rossa su campo bianco di San Jordi, protettore degli innamorati.

Ancora oggi, i musulmani rifiutano qualsiasi forma di rappresentazione, in ogni caso e contesto, di quel simbolo che associano alle persecuzioni cristiane avvenute all’inizio del secondo millennio. La croce era ben appuntata sul petto dei cavalieri crociati che, con il pretesto di liberare la terra santa, portarono morte e distruzione.

Il club catalano ha solo intenzione di introdurre l’innocua fede per i suoi colori e allora ha pensato di poter rinunciare alla croce cancellandone di fatto l’asse orizzontale. Il quotidiano “La Vanguardia” con un’inchiesta tra gli spagnoli residenti in paesi arabi ha potuto confermare la presenza sul mercato di merchandising “modificato”.

L’iniziativa, che pare sia piaciuta ai mussulmani, non è stata però confermata dalla società di Laporta che ha invece affermato che si tratta di prodotti contraffatti e non ufficiali. La possibilità che però il problema si presenti davvero è reale visto che negli ottavi di Champions League potrebbero incrociare la strada dei turchi del Fenerbache.

Parlando dei gialloblu di Turchia non possiamo no ricordare il caso analogo avvenuto qualche settimana fa.
L’avvocato tifoso Baris Kaska aveva scritto una lettera alla UEFA per chiedere che fosse cancellata la vittoria dell’Inter contro la sua squadra. Il motivo? La maglia crociata del centenario troppo simile alle uniformi dei templari. In realtà la croce altro non è che il simbolo di Milano.

In realtà la società neroazzura aveva considerato il problema ottenendo dalla UEFA di giocare in Turchia con la normale casacca degli incontri casalinghi. Manifestando grande sensibilità aveva poi chiesto se fosse il caso di evitare la maglia crociata anche a Milano ma sia l’organo federale europeo sia il Fenerbache stesso diedero il loro lasciapassare.

Il problema è stato quindi soltanto di Kaska ma è indubbio che questioni del genere vadano affrontate con grande attenzione in un mondo così globalizzato mediaticamente che trova nello sport uno dei suoi migliori esempi.