Beccantini rievoca Sandulli e Galliani se ne va

Le interviste del post partita dopo la vittoria nel Mondiale per Club del Milan hanno avuto un piccolo fuori programma. Quando Adriano Galliani si è presentato raggiante ai microfoni di Mediaset Premium, l’unica piattaforma tv italiana a seguire l’evento in diretta ed in esclusiva, non ha retto ad una domanda/provocazione di Roberto Beccantini, giornalista de

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Le interviste del post partita dopo la vittoria nel Mondiale per Club del Milan hanno avuto un piccolo fuori programma. Quando Adriano Galliani si è presentato raggiante ai microfoni di Mediaset Premium, l’unica piattaforma tv italiana a seguire l’evento in diretta ed in esclusiva, non ha retto ad una domanda/provocazione di Roberto Beccantini, giornalista de La Stampa.

Dopo che l’A.D. del Milan aveva esordito rivendicando il fatto che la conquista della ex Coppa Intercontinentale era partita dal preliminare dell’Agosto 2006 a Belgrado, giocato in piena bufera Calciopoli, Beccantini dallo studio ha da prima espresso il suo apprezzamento per la prestazione dei rossoneri senza risparmiare complimenti per i 18 trofei internazionali conquistati, ma sul finale non ha resistito alla tentazione di fare una battuta che non è suonata per nulla piacevole alle orecchie di Galliani:

Possiamo dire che tutto è partito da Belgrado 2006 e da Sandulli 2006 ma la prenda come una battuta…

Il riferimento è a Piero Sandulli, l’ex presidente della Corte Federale che con la sua sentenza “depotenziò” le pene per tutte le squadre condannate nel primo grado di giudizio sportivo dopo Calciopoli, consentendo nei fatti al Milan non solo di rimanere in Serie A, ma anche di conservare la possibilità di giocare la Champions League pur costringendolo a passare attraverso i preliminari.

Galliani ha immediatamente cambiato espressione, non nascondendo la sua ira e concludendo, prima di andare via senza permettere ulteriori domande, con un lapidario:

certo abbiamo conquistato 18 trofei internazionali grazie a Sandulli, arrivederci!

La circostanza è sorprendente, anche tenendo conto che la televisione che Galliani ha finito in qualche modo per boicottare è proprio Mediaset, la rete “di famiglia” per il Milan.

Beccantini, la firma più prestigiosa delle colonne sportive del quotidiano di Torino e simpatizzante juventino, fu uno dei giornalisti meno teneri con la Vecchia Signora al tempo di Calciopoli.
Evidentemente non deve ancora aver digerito il fatto che il coinvolgimento del Milan nello scandalo dell’estate 2006 sia costato ai rossoneri il semplice “fastidio” dei preliminari di Champions, poi “sfruttati” al meglio con la conquista della Coppa nella finale di Atene e il conseguente trionfo di Yokohama. Opinioni, magari inopportune vista la circostanza, comunque legittime.

Chissà se, e fra quanto, rivedremo Beccantini fare domande del genere sulle reti Mediaset…

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