Zlatan Ibrahimovic, quale futuro?

Con la pelata Ibrahimovic è sicuramente più cattivo e, chissà, magari ha deciso di raparsi la capoccia per avere pure un ghigno più aggressivo nei confronti della Sacra Triade nel momento in cui busserà, per l’ennesima volta, alla loro porta per chiedere un adeguamento di contratto. Che poi, a ben vedere, ha forse anche scacciato

Con la pelata Ibrahimovic è sicuramente più cattivo e, chissà, magari ha deciso di raparsi la capoccia per avere pure un ghigno più aggressivo nei confronti della Sacra Triade nel momento in cui busserà, per l’ennesima volta, alla loro porta per chiedere un adeguamento di contratto.

Che poi, a ben vedere, ha forse anche scacciato la crisi in quanto a gol, un po’ l’opposto di Sansone e i suoi capelli.
Aggiungasi che magari così piace anche più alle donne e voilà, i 6 milioni di euro richiesti dallo “slavese” alla dirigenza bianco e nera non appaiono poi così astrusi. Sono, infatti, pur sempre gli stessi denari che percepisce Vieira, grande e grosso, cuore e muscoli, ma anche fragile come un novello Filippini (qualunque tra i due) che vola in area alla prima carezza ricevuta. Dunque, perché il francese sì e Zlatan no? Bel dilemma.

Si tratta di mode, di assunti, di convinzioni: c’è chi sostiene che Ibrahimovic non valga granché, c’è chi gli consegnerebbe il Pallone d’oro sulla fiducia. Per il sottoscritto Vieira non sta rendendo al meglio quest’anno, per Moggi e soci ha da percepire un miliardo al mese.
Così c’è chi mugugna, chi ritrova il karma perduto, o almeno sembra nel caso dell’italoargentino, chi si tosa e va in gol, chi sbaglia i rigori appositamente quando sono dubbi.

Cosa rimane di tutto ciò? Un primo posto variopinto, una squadra muscolare, una Juventus odiata.
E uno scontro diretto, che in realtà serve solo allo spettacolo.

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