Reja lascia a fine anno, ma vuole farlo alla grande

"Ora pensiamo soltanto a giocare come sappiamo, ragazzi: questo è quasi certamente il mio ultimo anno al Napoli, diamo il massimo e torniamo a stupire. Sino alla fine" ha detto Edy Reja ai suoi giocatori negli spogliatoi del centro sportivo di Castelnuovo. La ferita apertasi domenica scorsa al termine della gara con la Lazio non s'è rimarginata e, anzi, pare non possa chiudersi più.

Le 135 panchine azzurre e la doppia promozione, dalla C1 alla A per far tornare grande il Napoli, evidentemente non fanno breccia nel cuore di De Laurentiis che, da ambizioso qual è, non accetta un periodo di magra (il Napoli non vince da dicembre quando al San Paolo pagò dazio il Parma) né eliminazioni dalla Coppa Italia come quella di 10 giorni fa, sbattuti fuori senza lottare abbastanza.

Così il friulano 62enne sente che il suo prezioso ciclo partenopeo è al capolinea ma da orgoglioso qual è vuole condurre l'imbarcazione fieramente in porto: non si lascia distrarre dai vari Delio Rossi, Alberto Zaccheroni e Stefano Colantuono, lui vuole arrivare a giugno con in saccoccia un campionato di Serie A da incorniciare. E dopo la retrocessione del '99 col Vicenza non desidera altro che andare in vacanza senza rimorsi.

A Cagliari non farà caldo come all'andata quando i sardi battezzarono in malo modo il ritorno in massima serie del Napoli: anzi, ora la squadra di Ballardini è in crisi nera e il Napoli, nonostante gli ultimi zoppicanti risultati, ritrova Zalayeta e la coscienza di essere comunque un team ben organizzato. Per questo il goriziano gentiluomo non ci sta a lasciare male la squadra che, di fatto, l'ha rilanciato...

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