Champions: Gli "appunti" di Di Matteo in vista di Chelsea - Juventus

Cosa ha riportato a Londra il tecnico del Chelsea Roberto Di Matteo al termine di una gara a senso unico dal quarto d'ora in avanti? Principalmente, i movimenti del centrocampo bianconero. Non diversi da quelli visti, in crescendo, nel corso della passata stagione, ma per certi versi nuovi nello strutturato impianto del 3-5-2, al momento inscalfibile nella testa di Antonio Conte. E' questo ciò che ha portato l'ex Lazio ai suoi collaboratori, grazie a una visuale dalla tribuna che, checché se ne dica, non trova pari resa nelle riprese televisive: Di Matteo ha studiato il reparto nevralgico, non senza guardare a ciò che nella Juve difetta ancora.

Ed è proprio sul tema dei difetti che, secondo rumors interni londinesi, il Chelsea vuole dimenticare la batosta di Supercoppa mettendo alle corde i bianconeri a Stamford Bridge: in zona Abramovich è infatti spuntata subito la richiesta di una grande prova di forza in Europa, e visto che il calendario ha messo il big-match in gara-uno, i tempi per Di Matteo e staff sono brevi. Lui, da buon allenatore all'italiana (finalissima di Champions dell'anno passato docet) guarda più alle pecche di una squadra che tornerà in Europa con voglia ma anche con deficit di esperienza: gli appunti guardano alle spalle degli esterni, segnatamente Lichtsteiner e Asamoah, probabili titolari a Londra e così diversi per caratteristiche tecniche.

Contro il ghanese, lavoro in profondità con gli attacchi verticali dei controcampisti che verosimilmente supporteranno Fernando Torres; contro lo svizzero tagli centrali per portarlo fuori posizione, e qui c'è Eden Hazard che pare avere requisiti idonei alle richieste.

L'ultima considerazione, visto che gli spifferi inglesi terminano qui, va proprio sulla corsia sinistra della Juventus, perché in attacco la collocazione in rosa di Nicklas Bendtner è ancora tutta da capire. Marotta voleva fortemente Armero, Conte storceva il naso e ha risposto con l'idea Asamoah a tutta fascia: guardandoli uno di fronte all'altro ancora una volta ha vinto il tecnico.

Cioè colui che ha detto no a Ziegler, sa di avere in De Ceglie un'alternativa di garanzia e studia per Simone Pepe la prossima collocazione a sorpresa. Nel ruolo, invece, pare bocciato Martin Caceres, utile però in ogni altra zona della retroguardia.

Foto | © TM News

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