Bilanci taroccati: Inter e Milan deferite. A rischio lo Scudetto a tavolino?

Alla fine il Super Procuratore Stefano Palazzi si mosse. Sono passati diversi mesi da quando la Procura di Milano ha trasmesso alla Federcalcio le carte dell'inchiesta sul falso in bilancio delle due società meneghine, ma la Palazzi aveva tardato nel muoversi decidendo di attendere, inspiegabilmente, la conclusione dell'inchiesta penale. Nei fatti questa vicenda diventa il procedimento più lento a trovare una risposta da quando è esploso lo scandalo Calciopoli e il vecchio Ufficio Indagini di Italo Pappa, colluso con l'universo "moggiano", è stato smantellato.

Nel frattempo il Gip di Milano ha archiviato le accuse contro le due società e i dirigenti chiamati a risponderne perchè "il fatto non costituisce reato", un altro processo chiuso prima di partire per effetto delle modifiche alla Legge sul Falso in Bilancio del Governo Berlusconi. Da un punto di vista sportivo la decisione di deferire di fronte alla Giustizia Sportiva Inter e Milan, e i dirigenti Adriano Galliani, Gabriele Oriali, Rinaldo Ghelfi, Massimo Moretti e Mauro Gambaro, tutti per violazione dell'Art. 1 del Codice Sportivo mette sostanzialmente la parola fine a qualsiasi rischio di penalizzazioni in classifica per le due squadre.

Questo è un segnale chiaro, Palazzi, diversamente dalla Procura di Milano, non ritiene che l'Inter abbia beneficiato del taroccamento dei bilanci per riuscire a rientrare nei parametri necessari all'iscrizione al Campionato di Serie A 2003/04 e 2004/05. L'inchiesta è su "semplici" irregolarità che, qualora fossero dimostrate, potrebbero portare al massimo a delle sanzioni pecuniarie e alle squalifiche dei dirigenti responsabili. Fra questi non figura il Presidente Massimo Moratti, all'epoca dei fatti non inserito nell'organigramma societario.

Fatta chiarezza su questo aspetto ce n'è sicuramente un altro che si apre, più sottile nella forma, ma di grande valenza sostanziale.

Cosa dovrebbe succedere allo Scudetto 2005/06, assegnato all'Inter dopo Calciopoli, se dal Processo Sportivo dovesse venir fuori che queste "irregolarità" sono effettivamente tali?

Come si concilierebbe una condanna per slealtà sportiva con un titolo che i nerazzurri hanno ottenuto proprio secondo il principio che l'Inter era la prima classificata fra le squadre non coinvolte nello scandalo?

L'art. 20 del documento redatto dai Saggi, e applicato dall'allora Commissario Straordinario della Federazione Guido Rossi, parla chiaro:

Gli organi federali possono intervenire con un apposito provvedimento di non assegnazione quando ricorrono motivi di ragionevolezza e di etica sportiva, ad esempio quando ci si renda conto che le irregolarità sono state di numero e portata tale da falsare l'intero campionato ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi

La prospettiva è quella di arrivare ad un cortocircuito per il quale la squadra premiata con lo Scudetto a tavolino in quanto "onesta", si scopre a distanza di due anni non esente da violazioni del Codice di Giustizia Sportiva.

Si apre una nuova appendice per Calciopoli?

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