Lazio e Bologna, le due squadre in cerca di acquirenti

Il Bologna in sede di calciomercato ha mosso, la Lazio poco o nulla. I felsinei dovevano rimpinguare una rosa lacerata dagli addii e dai riscatti (e in questo si sono anche affidati ai prestiti) ma non hanno voluto rinunciare al colpo per la piazza, e magari per la salvezza; i biancocelesti il problema relativo alla categoria non lo hanno in preventivo e hanno allora scelto un tecnico low-cost, preparato per carità, e lavorato sull'organico esistente cercando di mantenere comunque un profilo che può valere un posto in Europa.

La logica è diversa, ma anche comune: mantenere in entrambi i casi lo status ottenuto. D'altronde si tratta di due club in vendita, disponibili e attenti a proposte per rilevarne il pacchetto di maggioranza delle quote, cosa risaputa negli ambienti del calcio da almeno 6 mesi.

Dunque la novità è nel protrarsi della situazione: sia Guaraldi che Lotito, coinvolti in maniera ben differente e con movimenti di cassa ben differenti, sono consapevoli che ci vuole evidentemente tempo. Ma la filosofia che c'è dietro la potenziale cessione di Bologna e Lazio è diametralmente opposta: i rossoblù fanno salti mortali da almeno 4 anni, radunando cordate di sponsor che intervengono per buona pace dei rapporti istituzionali locali; le aquile puntano invece a una cessione finanziariamente remunerative perché l'attuale gestione ne esca anche con un affare di carattere economico. Curiosità: entrambi i mandati di cessione sono in possesso del medesimo notaio, persona ben a conoscenza delle situazioni specifiche.

Se nel caso della Lazio non è dato conoscere né la cifra richiesta né se eventuali avance vi siano stati, in casa Bologna invece è stata un'estate movimentata, soprattutto nella prima parte. Questo perché un noto mediatore calcistico italiano ha portato di fronte all'attuale proprietà e all'attuale direttore generale Zanzi uno dei tanti sceicchi in circolazione.

40 milioni, si dice, la richiesta per cedere il 100% della società, moneta fresca con accollo a carico degli acquirenti di tutti i crediti e (soprattutto) i debiti in essere. L'accordo non è stato trovato, ma almeno ora si conosce la cifra che serve per strappare il Bologna agli attuali investitori e provare a farlo diventare un piccolo Paris Saint-Germain.

Foto | © TMNews

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