La Premier League punta sulla globalizzazione: una partita in più in giro per il mondo



Il progetto, ambizioso e rivoluzionario, posiziona ancora una volta in primafila la Premier League come il campionato che suscita maggiore attenzione ed interesse in giro per il mondo. Le società italiane hanno fatto qualche esperimento, nemmeno di grande successo, con le finali di Supercoppa Italiana spostate un paio di volte negli Stati Uniti, una volta addirittura in Libia, ma si trattava di casi isolati, non di una strategia organica. Gli inglesi, come al solito, sembrano voler fare le cose in grande.

L'organizzazione che gestisce la Premier League (l'equivalente della nostra Lega Calcio) ha discusso con i club la possibilità di aggiungere una giornata al campionato dal 2011 in poi, portando tutte le 20 squadre a giocare una partita in diversi stadi in giro per il mondo, dall'Australia agli Stati Uniti, passando per Cina ed Europa. Sfruttando i diversi fusi orari l'idea è quella di creare una maratona lunga 12 ore con l'intero palinsesto della "39esima Giornata", un evento unico, tutto a beneficio delle tv e della popolarità della Premier League.

Quando nel 2010 si rinegozieranno i già ricchissimi contratti tv con i network sarà questa la "novità" che i rappresentanti della Premier offriranno per strappare una cifra ancora più alta. Secondo Richard Scudamore, amministratore delegato, sarà una grande occasione per aumentare gli introiti di tutti i club coinvolti sia grazie alle tv (in Inghilterra i proventi dei diritti tv sono già soggetti da anni alla contrattazione collettiva come previsto dalla Legge Melandri recentemente introdotta), sia grazie al merchandising e all'inevitabile ritorno d'immagine.

La notizia ha ovviamente mandato in agitazione Malcolm Clarke, rappresentante della "Associazione Nazionale Tifosi", che ha già bocciato l'idea come inaccettabile per i supporters che verrebbero di fatto privati della possibilità di seguire la propria squadra allo stadio, il tutto a beneficio delle tv.

Vista dalla nostra Serie A, una volta considerato unanimemente "Il campionato più bello del Mondo", un'idea come quella della Lega Inglese appare "aliena", come provenisse da un'altra dimensione.

In Italia la combinazione di violenza, scandali e pay-tv ha provocato e sta provocando la fuga dei tifosi dagli stadi. Tutto questo senza risolvere la difficile la situazione economica dei nostri club che hanno sperperato denaro per anni, diventando totalmente dipendenti dai proventi dei diritti televisivi.

In Inghilterra i club si sono arricchiti grazie alle tv, hanno diversificato il prodotto e aumentato i loro introiti, sono diventati aziende appetibili per gli investitori stranieri riuscendo a mantenere gli stadi pieni in ogni ordine di posto.

Mentre oltremanica pensano a progetti di questi tipo, oggettivamente poco rispettosi delle esigenze dei tifosi e della tradizione, in Italia viviamo la contraddizione di non riuscire a dare nemmeno il via libera alla partita delle 13.

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