Morte Piermario Morosini: indagati i medici del Pescara, del Livorno e del 118

A quasi 5 mesi dalla morte di Piermario Morosini, il Pm Valentina D'Agostino della Procura di Pescara ha iscritto tre persone nel registro degli indagati. I nomi sono quelli di Ernesto Sabatini, medico sociale del Pescara, Manlio Porcellini, medico del Livorno e quello di Vito Molfese del 118. Sono stati loro i primi tre a prestare soccorso al giocatore del Livorno che si è accasciato al suolo al 20' minuto durante la partita di Serie B Pescara - Livorno del 14 Aprile scorso. L'accusa è di omicidio colposo per il mancato uso del defibrillatore.

La decisione del Pm è stata presa dopo aver letto la perizia del professor Cristian D'Ovidio dell'università di Chieti, incaricato dalla Procura di relazionari i magistrati sulle ragioni della morte del giocatore bergamasco, per poter individuarne le cause e quindi le responsabilità. Il Prof. D'Ovidio ha periziato che la morte del centrocampista 25enne è avvenuta a seguito di una 'cardiomiopatia aritmiogena', manifestatasi con una 'fibrillazione ventricolare'.

Malore per Piermario Morisini, Pescara - Livorno sospesa

Malore per Piermario Morisini, Pescara - Livorno sospesa
Malore per Piermario Morisini, Pescara - Livorno sospesa

Foto | I funerali di Piermario Morosini a Bergamo

Foto | I funerali di Piermario Morosini a Bergamo
Foto | I funerali di Piermario Morosini a Bergamo
Foto | I funerali di Piermario Morosini a Bergamo

La conclusione di D'Ovidio è quella che i tre medici avrebbero dovuto utilizzare il defibrillatore, cosa che invece non hanno fatto 'limitandosi' ad un massaggio cardiaco. Le stesse conclusioni sono state tratte anche dal perito di parte, la Prof. Cristina Basso, incaricata dalla famiglia Morosini. Il dott. Ernesto Sabatini del Pescara, intervistato quel tragico giorno davanti all’ospedale Santo Spirito dopo la conferma della morte dello sfortunato atleta, disse che non fu possibile defibrillare perché l'apparecchio non riusciva a "dare l'ok" perché non "rilevava nessun ritmo". Decisamente una beffa per i tre medici che hanno fatto di tutto per salvare la vita al giocatore senza purtroppo riuscirci.

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