Farina, l'eroe del Calcioscommesse, è svincolato. Dov'è lo scandalo?

Simone Farina, il calciatore del Gubbio divenuto un simbolo della correttezza e del fair play per aver denunciato un tentativo di combine, non ha una squadra. Il difensore, ex giovanili della Roma, venne contattato da un suo vecchio compagno Alessandro Zamperini, per truccare la partita di Coppa Italia fra il Cesena e il Gubbio. L'offerta, 200 mila euro da dividere con tre compagni, venne rifiutata da Farina che successivamente decise di denunciare tutto alla Procura Federale.

Dopo quel gesto Farina è stato prima "convocato" da Prandelli per uno stage a Coverciano, poi ha ricevuto una targa dal presidente della Fifa Blatter durante la cerimonia di premiazione del Pallone d'Oro. Quest'ultimo episodio gli ha fatto guadagnare una notevole notorietà anche all'estero (i tabloid inglesi l'hanno soprannominato "Mister Clean"), ma ciò non è bastato a trovare un contratto in una squadra di calcio professionistica nonostante abbia appena 30 anni.

La circostanza è stata ricordata da Cesare Prandelli nella conferenza stampa pre Italia - Malta con una punta di rammarico e un chiarissimo riferimento al fatto che proprio l'aver rotto "il muro dell'omertà" potrebbe essere costato molto caro a Farina, non tesserato da nessuna società per questa ragione. In realtà il calciatore ha consensualmente (di comune accordo, dunque) rescisso il suo contratto con il Gubbio alla fine del mese di agosto rinunciando a giocare in Lega Pro.

Il Commissario Tecnico della Nazionale ha deciso di rendere "pubblica" la situazione di Farina quasi a voler denunciare implicitamente una sorta di "ostracismo" nei suoi confronti, ma l'uscita appare dietrologica ed imprudente. Prandelli dovrebbe sapere, avendolo convocato proprio insieme a Farina, che anche un altro giocatore denunciò un tentativo di combine. Si tratta di Fabio Pisacane, napoletano all'epoca tesserato del Lumezzane. Il calciatore è stato regolarmente confermato dalla Ternana dopo il campionato in Lega Pro dello scorso anno conclusosi con la promozione in Serie B, nonostante sia anche lui un coraggioso esempio di giocatore che non si piega alla logica delle gare truccate e sia pronto a rivolgersi ai magistrati.

Fra l'altro, come capita sempre più spesso a causa della difficile situazione economica dei club, del numero ridotto degli stessi (soprattutto in Lega Pro i fallimenti sono all'ordine del giorno) e delle stringenti regole che puntano a valorizzare i giovani calciatori, la lista dei calciatori che rimangono svincolati diventa sempre più lunga ogni anno. Anche altri ex del Gubbio, dopo la retrocessione, hanno fatto una gran fatica a trovare una squadra. L'attaccante coetaneo di Farina, Tomas Guzman, è ancora senza contratto dopo il fallimento del Piacenza (era al Gubbio in prestito), ma anche Marcello Cottafava ha dovuto penare prima di strappare un ingaggio in Lega Pro con il Latina.

Insomma, senza voler togliere nulla al coraggio e alla correttezza di Farina, è così difficile immaginare che un calciatore di 30 anni che ha collezionato poco meno di 200 presenze in Lega Pro fra Cittadella, Gualdo, Celano Marsica e Gubbio non trovi squadra al termine di una stagione in Serie B conclusa con appena 15 apparizioni e una retrocessione?

  • shares
  • Mail