Insultato chiede spiegazioni al tifoso

Questa storia ha avuto come teatro lo stadio Saint-Symphorien di Metz dove era in corso la partita tra i padroni di casa e il Valenciennes valevole per il campionato di Ligue 1. Il difensore e capitano della squadra ospite e della nazionale marocchina, Abdeslam Ouaddou, bersagliato da insulti per tutto il primo tempo, al fischio dell'arbitro ha lasciato il terreno di gioco per dirigersi sulle tribune dello stadio alla ricerca del tifoso che lo aveva preso di mira durante i primi 45 minuti di gioco.

Il suo intento non era comunque violento, voleva soltanto chiedere spiegazioni sul comportamento del tifoso poco sportivo. In seguito il giocatore ha anche sporto denuncia nei suoi confronti . Ouaddou ha spiegato di aver anche segnalato questa situazione all'attenzione dell'arbitro che a sua volta gli ha detto di riferire al quarto uomo. Nonostante questo nessun provvedimento è stato preso e quindi il calciatore ha deciso di fare da sé.

I dirigenti del Metz hanno ammesso il comportamento scorretto di parte dei loro tifosi e hanno fatto sapere dei rapidi provvedimenti avvenuti all'interno dell'impianto, il tifoso è stato infatti preso in consegna dale forze dell'ordine. Per il difensore marocchino del Valenciennes, invece, oltre al danno c'è stata anche la beffa. L'arbitro lo ha infatti invitato a ricongiungersi ai propri compagni dopo avergli sventolato in faccia un cartellino giallo.

Il gesto di Ouaddou è stato certamente eclatante ma non è il primo di questo tipo a cui assistiamo sui campi di calcio. Pensando alla nostra serie A ricordiamo la singolare protesta di Zoro durante la partita contro l'Inter a Messina nel novembre 2005, il giocatore in quell'occasione prese la palla in mano e minaccio di abbandonare il campo se qualcosa non fosse stato fatto per interrompere gli insulti che gli piovevano addosso dall'inizio della partita.

All'estero, invece, protagonista di episodi simile è stato Eto'o. Il Barcellona giocavano a Saragozza quando al minuto 78 il camurenense decise di abbandonare il terreno di gioco. Soltanto le parole del suo compagno di squadra Ronaldinho riuscirono a placarlo e a farlo tornare in campo. La partita in quell'occasione fu sospesa e l'arbitro chiese ai dirigenti della squadra locale di fare qualcosa per placare gli animi dei propri tifosi.

La cosa che dispiace è che un episodio strano come questo capitato in Francia non è purtroppo l'unico, come abbiamo potuto vedere la casistica ci offre molte situazioni analoghe e sugli spalti ci sono ancora persone che riescono a vedere nelle differenze razziali un motivo per insultare un atleta.

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