Molinaro: umiltà e lavoro, così sogna in grande


Quand'era poco più di un bambino giocava come ala, tifava Napoli ma anche Inter, ascoltava i consigli del papà, allenatore in quel del Cilento; poi la Salernitana, quindi il Siena via Juve, fino alla salvezza con la squadra toscana nel maggio scorso: quale il suo futuro? La Juve era un sogno, ma Balzaretti e Chiellini non si sarebbero fatti da parte facilmente, Christian Molinaro andò lo stesso a Torino con le sue armi ben affilate: umiltà e lavoro, in punta di piedi per conquistare la fiducia di una piazza importantissima.

La cessione di Balzaretti alla Fiorentina, l'infortunio di Andrade a Roma e lo spostamento di Chiellini al centro sono stati tutti eventi che lo hanno di fatto promosso a titolare dei bianconeri, col placet un po' coraggioso di mister Ranieri, uno che ci ha sempre creduto. E lui l'ha ripagato, apprestandosi a giocare la 20esima partita consecutiva in quel di Reggio, offrendo prestazioni sempre migliori in cui è riuscito a coniugare corsa, tecnica e un occhio alla difesa, con ottime chiusure e diagonali.

"Il misteri mi chiede di stare attento alla fase difensiva. E poi di dare una mano a Nedved, portargli via l'uomo e creare la superiorità numerica sulla fascia. Ci raccomanda sempre di allargare il gioco" ha detto il cilentano, conscio dei suoi limiti e dei suoi margini di miglioramento: "A me piace spingere. Una volta giocavo più avanti e quando a Salerno mi hanno portato dietro non ero convinto. Però quando riparto con le mie qualità, che sono prevalentemente atletiche, riesco lo stesso a portare avanti qualche pallone. Devo solo imparare ad arrivare sul fondo più lucido, per giocarli meglio. Ma la mia missione è fermare l'esterno avversario" ha asserito deciso.

Ma per migliorarsi bisogna ispirarsi a un modello e Molinaro ha le idee chiare: "Da quando faccio il terzino il modello è Zambrotta, lo guardo e cerco di imparare" ha rivelato, dando anche l'impressione di avere idee chiare quando gli si chiede del futuro. "Voglio vincere molto con la Juve: dopo il successo sulla Roma possiamo tranquillamente arrivare secondi e non vedo l'ora di giocare in Champions. Io sogno però la Nazionale. Ce la sto mettendo tutta per dimostrare di esserne degno, almeno se non ci riuscirò avrò la coscienza a posto".

Se già quando giocava a Siena si parlava per lui di una maglia azzurra, le prestazioni sotto la Mole stanno essendo così palesemente positive che una chiamatina da parte di Donadoni pare a questo punto scontata. Sarebbe davvero il coronamento di un sogno che è partito da Pellare, ha viaggiato lungo i binari del sudore e vedrebbe la giusta meta a Coverciano!

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