Adriano balla e l’Inter sballa

Siamo alle solite, l’Inter è al tappeto. Sono bastati due colpi, un gancio della Fiorentina e un diretto al volto della Juve, per mettere l’Inter in ginocchio: KO senza neanche potersi aggrappare un istante alle corde. Che male, e che fastidio essere ancora quì a compiangere una squadra che per un verso o per l’altro

di omino



Siamo alle solite, l’Inter è al tappeto.
Sono bastati due colpi, un gancio della Fiorentina e un diretto al volto della Juve, per mettere l’Inter in ginocchio: KO senza neanche potersi aggrappare un istante alle corde.
Che male, e che fastidio essere ancora quì a compiangere una squadra che per un verso o per l’altro resta sempre incompiuta.
E che paura adesso, che paura che sia tutto finito quì; che con lo scudetto si sia perso anche il senno, la consapevolezza di essere forti.
Già perché sino al match con la Juve, la sensazione era che l’Inter fosse uno squadrone, quasi sempre padrona del gioco, finalmente solida in difesa.
Invece, ora bisogna fare i conti con le statistiche: con le squadre del suo livello ( o dei livelli limitrofi…), l’Inter perde; è stato così 4 volte su 6, (2 volte con la Juve, una con la Fiorentina, una con la Roma), solo con il Milan (in extremis) e con la Fiorentina all’andata (gol irregolare, ma vittoria meritata…), sono giunte gioie, per il resto, solo dolori.

La paura è tanta quindi, perché per perdere la testa all’Inter ci vuole davvero poco, così come ci vuole pochissimo per trovare un capro espiatorio in quell’Imperatore senza Impero che sembra fare di tutto per inimicarsi i suoi tifosi.
Forse è una diceria quella che vuole Adriano assiduo frequentatore delle discoteche milanesi, ma una diceria che raccontata sul web, trova facili conferme nelle prestazioni del giocatore: partite come le sue a Pancev (ma anche a tanti altri) non le avremmo perdonate.
Così come non si può più perdonare a Massimo Moratti di essere furioso con l’allenatore, se veramente lo è.
Guai a togliere anche solo un minimo di sostegno a Mancini, anche se ha sbagliato qualcosa; probabilmente andiamo incontro all’ennesima stagione senza trionfi (puntare alla Champion’s League è come giocare il doppio zero alla roulette, ma il secondo posto ci serve come l’acqua da bere), ma sin quì abbiamo visto quello che non si vedeva da anni con i colori nerazzurri addosso: una squadra con un gioco.
Che nessuno pensi di buttarlo via.

Immagine da: Inter.it

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