Luciano Moggi stuzzica Mancini e Moratti: "Crede di essere un super, a Liverpool la stessa Inter del 5 maggio 2002..."

Raccogliamo la segnalazione dell'utente NBVIDEO riguardante le ultime dichiarazioni di Luciano Moggi. L'ex dirigente juventino, dalle frequenze di Radio Kiss Kiss, ha analizzato le recentissime prestazioni delle squadre italiane in Champions League. Dopo un'iniziale disamina su Milan e Roma non è mancata la puntuale frecciatina sull'Inter reduce dal capitombolo di Liverpool e su Mancini in particolare:


Tra le italiane l'Inter era quella che godeva maggiormente dei favori del pronostico, mentre la Roma e il Milan partivano svantaggiate. Si è verificato l'esatto contrario, la Roma ha vinto ma a Madrid partirà sfavorita perché il vantaggio è minimo, il Milan ha controllato a fatica l'avversario ma al ritorno prevedo una partita molto difficile. Ritengo l'attacco del Milan non scintillante ed è un azzardo rischiare Pato in una gara internazionale al posto di Gilardino.

Subito dopo la stoccata all'Inter di Mancini e Moratti:

Se erano complotti prima lo sono anche quelli di Moratti. Ritengo invece che in entrambi i casi non si tratti di complotti. Il 5 maggio 2002? Quella volta ha perso pensando di aver già vinto e la stessa cosa è successa a Liverpool. L'approccio alla partita è stato sbagliato, Mancini crede di essere un super, pensa di giocare una partita a scopa...Qualche giorno prima ha concesso un'intervista a El Pais dicendo che odia il calcio in tv e dando la formazione con la coppia di attacco due giorni prima della gara: significa che ritiene che tutte le cose sono a favore dell'Inter, in realtà in Champions League devi giocare carico ogni partita.

Poi parla della Juventus e lascia intendere che un po' del merito di questa ottima stagione dei bianconeri è anche suo:

E' già tanto che si trovi in quella posizione. Bisogna ringraziare l'allenatore e i giocatori della mia formazione. A parte i grandi campioni che hanno venduto come Cannavaro, Zambrotta, Thuram e Ibrahimovic la rosa è più o meno la stessa che ho lasciato io. La squadra si fa rispettare ugualmente e ciò significa che non c'erano complotti come dice Moratti.

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