Juve, approvato il bilancio al 30 giugno 2012: ricavi su del 24%, è l'effetto Stadium

Vincere aiuta a vincere, è un mantra del calcio e dello sport in generale, ma questo principio lo si può applicare anche all'economia. Ne è la prova il bilancio per l'esercizio chiuso al 30 giugno 2012 della Juventus che, dopo un paio di anni nerissimi, torna ad essere fonte di fiducia per la società ma anche per i tanti piccoli investitori. I successi della squadra di Conte sul campo abbinati al campo vero e proprio, e cioè allo Juventus Stadium, hanno dato una bella boccata d'ossigeno ai conti bianconeri. Diciamo subito che ci sono ancora delle perdite, ma le note positive vengono dalla voce ricavi che ha visto un incremento del 24,2% rispetto a soli dodici mesi fa, di fronte ad un aumento dei costi pari appena al 5%.

Come si legge nel comunicato pubblicato dal club questa crescita ha beneficiato "dell’apertura del nuovo stadio di proprietà, dei riflessi commerciali degli eccellenti risultati sportivi, nonché di un moderato incremento dei ricavi generati dalla vendita centralizzata dei diritti radiotelevisivi". In totale si è passati dai 172 milioni dello scorso anno ai 213 degli ultimi dodici mesi, nel frattempo i costi, tra cui sono compresi quelli di gestione dello stadio, sono aumentati di appena dieci milioni. E le previsioni per la prossima stagione sono ancora migliori.

La Juventus torna in Europa e questo inevitabilmente farà lievitare le entrate, nel frattempo la società comunica che rispetto alla scorsa estate è stato registrato un aumento dell'11% degli abbonati, praticamente vendute tutte le 27 mila tessere disponibili, per un aumento dell'incasso superiore del 50%. Ma lo stadio non si vive solo di domenica, così a trainare l'economia juventina c'è anche il museo che, inaugurato solamente lo scorso 16 maggio, ha già fatto contare 50 mila visitatori ai suoi ingressi. In ultimo non è da sottovalutare la nuova sponsorizzazione di Jeep, il marchio del gruppo Fiat verserà complessivamente 35 milioni di euro.

Passiamo alle perdite che quest'anno sono state pari a 48,7 milioni di euro, all'alba dell'era Conte erano di 95 milioni di euro, in diminuzione di quasi il 50%. Come spiegato dal comunicato il bilancio d'esercizio 2011/2012 è stato "ancora negativamente influenzato dalla mancata partecipazione alla UEFA Champions League e dagli effetti derivanti dal processo di profondo rinnovamento della rosa della Prima Squadra e di rivitalizzazione del settore giovanile che hanno determinato ingenti investimenti, l’incremento dei costi per retribuzioni e ammortamenti, nonché svalutazioni ed incentivazioni all’esodo di calciatori non rientranti nel progetto tecnico". Per riassumere si è sentita la mancanza di Europa ma anche i colpi a vuoto sul mercato e vengono subito alla mente nomi come Krasic e Elia.

Leggendo i conti della Juventus quello che si evince in maniera lampante è che la via dello stadio di proprietà è assolutamente inevitabile se si vuole pensare in maniera finalmente moderna al modo di fare calcio nel nostro paese. In attesa di leggi, finanziamenti e sgravi fiscali a Torino hanno deciso di non perdere tempo e in soli dodici mesi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. I numeri assolutamente incoraggianti sono destinati inevitabilmente a salire e così facendo il divario tra i bianconeri e le altre società italiane potrebbe diventare a breve abissale.

Certo siamo ancora lontani da quello che accade, in alcuni casi, all'estero. Proprio oggi anche il Real Madrid ha reso note le cifre del suo di bilancio: gli spagnoli sono la prima squadra a sfondare il muro dei 500 milioni di ricavi (514 per la precisione), gli utili però sono di soli 24 milioni colpa anche dell'aumento dei costi del personale e delle nuove norme fiscali entrate in vigore nel paese iberico. Cifre che possono sembrare ancora un miraggio in casa bianconera, la strada intrapresa sembra però essere quella giusta, in attesa che anche qualcun altro in Italia segua l'esempio della Juventus.

Foto | © TMNews

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