Juve, delirio di onnipotenza

E’ incredibile come nel calcio tutto, dai trionfi più scintillanti, alle debacle più deprimenti, si bruci in un attimo. E’ incomprensibile come possa divampare la più violenta delle polemiche, destinata a impegnare avvocati e giudici in querele e contro-querele, per poi sopirsi con una sorta di volemoce bene. Era solo una settimana fa e le

di omino



E’ incredibile come nel calcio tutto, dai trionfi più scintillanti, alle debacle più deprimenti, si bruci in un attimo.
E’ incomprensibile come possa divampare la più violenta delle polemiche, destinata a impegnare avvocati e giudici in querele e contro-querele, per poi sopirsi con una sorta di volemoce bene.
Era solo una settimana fa e le dichiarazioni di Luis Figo, facevano incazzare la Juve sino al punto di farle minacciare la denuncia del calciatore portoghese.
Poi è stata la volta dell’Inter a raccogliere il guanto di sfida e promettere fuochi e fulmini nella difesa della sua ala, con aggiunta di un rincaro da parte di Mancini che ha ribadito tutto quello che aveva già detto e che gli è costato la squalifica.
Poi, quando sei pronto a gustarti prime pagine al veleno e duelli in tribunale da far invidia al mostro di scandicci, ecco che Mancini chiede scusa a tutti e che Figo dice di non essere stato capito; ma come? Ma cosa significa allora, che la Juve è proprio intoccabile?

Significa che nemmeno l’Inter, l’alternativa all’asse Juve-Milan, ha il coraggio di sostenere se non le proprie idee, almeno la denuncia di fatti poco chiari?
Di fatto, chi non fa una piega e si permette di non dare uno straccio di spiegazione, è proprio la Juve, i cui dirigenti continuano (da anni…) a stare dove non devono, mentre gli arbitri continuano a patire inevitabilemente una fortissima sudditanza psicologica nei suoi confronti.
Non solo, ma a Torino dopo aver valicato (in qualche modo) la penultima cima di una vertenza legale spinonissima (il processo per doping), hanno letteralmente tolto i freni alle parole e sparano accuse, battute e sentenze (ma che coraggio…) a destra e a sinistra, in quella che è una decisa affermazione di onnipotenza.
L’ultimo indirizzatario delle ire dei padroni del calcio (se l’ha capito Figo in pochi mesi, dev’essere proprio evidente…) è quella terra di nessuno che è il Processo di Biscardi, talmente pittoresco da non costituire materia di discussione, ma al limite di sfottò variopinti, ma innocenti.
La colpa di Biscardone secondo la Juve è di averla presa di mira, stigmatizzando gli eventi che la favoriscono e sminuendo quelli che favoriscono l’Inter.
Il perché? Ma perché LA7, che manda in onda il Processo è di Tronchetti Provera, azionista dell’Inter e agirebbe quindi in favore dei nerazzurri.
Ma si può essere più ridicoli? Anzi si può avere tanta sfacciataggine senza essere in preda a un delirio di arroganza e senza essere in balia delle indubbie deficenze linguistiche e culturali del Sig. Luciano Moggi, icona, (in quanto capo indiscusso) del calcio becero e al quale tutti i faccioni del pallone fanno le reverenze, proprio come si fa con i Padri, anzi i Padrini padroni?