Daspo per Enrico Preziosi, il presidente del Genoa starà lontano dagli stadi fino a novembre



Soltanto un paio di giorni fa Enrico Preziosi scherzava con Chiambretti nel corso della trasmissione che il comico tiene su Radio 2, alla domanda su come sarebbe stato sistemato Antonio Conte al Ferraris in occasione della partita di oggi contro il suo Genoa aveva risposto con una battuta: "Ci sono degli scantinati profondi dove mettere una telecamera mobile, tipo giraffa, faremo in modo che Conte sia sistemato bene". Ironia della sorte invece vuole che l'allenatore juventino si accomoderà come sempre in tribuna, mentre il presidente rossoblu sara costretto a guardare la partita in tv, comodamente da casa.

Ad Enrico Preziosi è stato infatti notificato il provvedimento di Daspo e per questo non potrà accedere in nessun posto pubblico dove si tengono eventi sportivi perché considerato soggetto pericoloso. La sanzione è una conseguenza della sentenza della Cassazione dello scorso 17 maggio che gli aveva inflitto una pena di 4 mesi di carcere e 400 mila euro di multa per la famosa valigetta di Genoa - Venezia che costò la retrocessione in Serie C1 al club genovese. La pena è stata interamente condonata e trasformata in 6 mesi di Daspo. Ora il provvedimento è anche esecutivo e per questo Preziosi non potrà accomodarsi come di solito in tribuna fino al prossimo 16 novembre.

La settimana scorsa ha assistito regolarmente alla gara contro il Cagliari e la società aveva spiegato con un comunicato il motivo della sua presenza, in pratica i suoi legali ritenevano che il provvedimento non avesse "alcun carattere di esecutività". Preziosi ha commentato seccato la notizia ai microfoni di Sky Sport 24, plaudendo ironicamente alla solerzia del pm che in 14 giorni ha chiuso l'indagine, poi se l'è presa anche con la città di Genova accusata di non proteggere a sufficienza i due club ed ha concluso definendosi un personaggio scomodo:

C'era una pena accessoria per Genoa-Venezia e oggi la Giustizia viene a dirmi che per qualche mese non devo andare allo stadio perché sono un soggetto pericoloso e a nessun evento sportivo posso partecipare. È una pena accessoria che a Genova avevano chiesto per cui una volta condannato, passati tutti questi anni, c'era questa pena; il magistrato ha fatto un'indagine, contro il Cagliari avevo partecipato a quella partita per cui ieri la Digos è venuta a farmi firmare la chiusura dell'indagine e quindi vabbè... C'è molta solerzia a Genova nei miei confronti per cui quando si parla di preziosi è meglio far applicare subito la legge. Io ho sempre rispettato le leggi, le regole, quindi lo farò anche adesso, farò anche i complimenti al pm che è stato così veloce a chiudere un'indagine in 14 giorni...

E ancora:

Io non parlo di giustizia o di ingiustizia, io parlo solamente dell'applicazione del buon senso. Va bene così, prenderò atto anche di questo. Ma il bello è che deriva da Genova, una città che sta andando in serie C perché comunque è vecchia, ha dei problemi: ha due squadre in serie A e invece di proteggerle e comunque di farne anche un esempio, niente, ci tratta sempre se fossero cose da maltrattare. Bene e così me la vedrò in televisione.Sono un personaggio scomodo, d'altra parte, non appartenendo a nessuna corrente di nessun genere, io sono un po' come una foglia al vento e ognuno può soffiare. Io continuo però a dire le cose che penso e a cercare di essere vicino a quello che è il mio modo di vedere le cose. Però, sicuramente, senza voler fare la vittima, credo che ci sia un atteggiamento abbastanza vessatorio nei miei confronti. Me lo prendo, me lo incarto, ho 64 anni e ho visto ancora di peggio.

Foto | © TMNews

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