Parma, il futuro è oggi.

Marchionni, Cannavaro, Grella, Fabio Simplicio, Bresciano, Pasquale, Bonera… Secondo la stampa specializzata durante il prossimo mercato il Parma sarà razziato di tutti i questi giocatori, soprattutto se non si risolve positivamente la vicenda della cessione della società in tempi brevi. Forse sarà così, forse solo alcuni di questi giocatori lascerà davvero la città ducale, nel

di mattia

Marchionni, Cannavaro, Grella, Fabio Simplicio, Bresciano, Pasquale, Bonera… Secondo la stampa specializzata durante il prossimo mercato il Parma sarà razziato di tutti i questi giocatori, soprattutto se non si risolve positivamente la vicenda della cessione della società in tempi brevi.
Forse sarà così, forse solo alcuni di questi giocatori lascerà davvero la città ducale, nel caso in cui Sanz, Valenza, la misteriosa terza cordata o chi per loro riuscirà a concludere l’affare in tempo per impostare il mercato estivo, come sembrano far supporre alcune trasmissioni televisive sulle reti locali.
Ma se davvero lo scenario sarà quello prospettato, se davvero la gestione Bondi-Angiolini dovrà proseguire almeno fino all’inizio della prossima stagione, se davvero il potere contrattuale della società nei confronti di giocatori in scadenza di contratto o allettati da ricche offerte sarà nullo, cosa succederà? Niente di grave, I suppose, per il semplice fatto che i semi sparsi anni fa quando i soldi non mancavano e si investiva pesantemente sul settore giovanile sono germogliati e ci sono almeno tre altre annate che fanno ben sperare per il futuro, prima che il periodo di vacche magre, che ha obbligato la società a tagliare gli investimenti sulle verdi speranze (come ha spiegato il responsabile Gabriele Zamagna in una recente intervista alla Gazzetta di Parma), si abbatta come una mannaia su questa fucina di giovani talenti.

Già questa stagione ha visto l’esordio di ragazzi neanche maggiorenni (come Paponi) e la prepotente irruzione in prima squadra dell’annata 1987, quella dei Campioni d’Italia Allievi di due anni fa, quella che (purtroppo, purtroppo, purtroppo…) ha perso i due talenti più cristallini del calcio giovanile italiano: Giuseppe Rossi e Arturo Lupoli, sedotti dalle sirene e dalle sterline inglesi (il primo al Manchester United, il secondo all’Arsenal) ma in grado di formare una coppia di attaccanti al fulmicotone anche nella nostra Serie A. Due ragazzi che al Parma servirebbero come il pane e dove loro stessi giocherebbero con grande continuità; chissà se si sono mai pentiti della loro scelta…
Ma al di là dei rimpianti, la rosa dei giovani gialloblù resta validissima: ipotizzando di cedere tutti i giocatori richiesti e quelli più “anziani”, il Parma sarebbe in grado di allestire una rosa competitiva (per salvarsi, ovvio, mica per sognare…) anche solo con giocatori nati dal 1982 in poi, senza contare le possibili operazioni di mercato rese praticabili monetizzando le cessioni dei giocatori sotto contratto, sia sotto forma di denaro liquido, sia attraverso contropartite tecniche.

In porta c’è la sicurezza di Alfonso De Lucia (1983), che dovrebbe giocare anche le ultime due gare di campionato; secondo Bucci, De Lucia sarà il portiere del Parma per dieci anni e il ragazzo ha tutte le qualità fisiche e tecniche per farlo (sempre se qualche grande non se lo porta via prima). Dietro di lui scalpita il talentuoso Eros Corradini (1989), già portiere della Nazionale Under 17 e giocatore dalla classe cristallina.

In difesa c’è lo splendido recupero di Damiano Ferronetti (1984) che in realtà è in comproprietà con la Roma ma che ha già espresso il desiderio di restare in gialloblù, dove ha trovato una società che non l’ha scaricato nonostante un anno abbondante di inattività e uno staff tecnico che non l’ha più tolto di squadra una volta guarito. Con la penuria di terzini destri italiani, il suo futuro è prima o poi in Nazionale. A sinistra c’è il talento di Ibrahima Camara (1985) se metterà finalmente la testa a posto e da eterna promessa diventerà calciatore vero, mentre la bella sorpresa della stagione è sicuramente Marco Rossi (1987), un altro ex allievo campione d’Italia che si è messo in luce con belle prestazioni, un gol pesantissimo (Chievo) fino ad arrivare all’Under 21 di Gentile, facile ipotizzare ancora più spazio per lui l’anno prossimo.
Poi c’è il mio personale pupillo Francesco Pambianchi (1989) che ho la fortuna di conoscere personalmente e sul quale punto a occhi chiusi: è un difensore centrale che era stabilmente nella rosa di prima squadra a inizio stagione (a sedici anni!), regolarmente convocato in tutte le nazionali giovanili, e che poi è stato fermato da alcuni guai fisici, ma ha il fisico e soprattutto la testa del giocatore professionista e mi stupirei se non dovesse andare lontano. Le alternative sono Mattiuzzo (1987), esordiente quest’anno in Coppa Italia a San Siro, il promettentissimo centrale Sicignano (1988) e Bernardini (1987) che vanta diverse presenza in panchina e sa sdoppiarsi tra difensore e centrocampista centrale.

A centrocampo c’è abbondanza di giocatori già fatti e formati, sui cui c’è poco da dire: Andrea Pisanu (1982) si è fermato per infortunio nel momento più brillante della sua carriera, ma l’hanno prossimo, in assenza di Marchionni, sarà responsabilizzato e mi aspetto una grande stagione. Di Daniele Dessena (1987), Luca Cigarini (1986) e dello sfortunatissimo Filippo Savi (1987), con i suoi due legamenti crociati rotti in due stagioni (!), si sa già tutto: facile prevedere che saranno la spina dorsale del prossimo biennio dell’Under 21, che pure partirà dal 1985. Anche qui non mancano le alternative, a cominciare dai figli d’arte Mandorlini (1988) e Pin (1988), proseguendo con l’ala Tagliafierro (1987), il trequartista Del Sole (1988) e il mediano Carotti (1985), reduce da un buon campionato di B in prestito alla Cremonese.

In attacco, pur senza dimenticare Ruopolo (1983) che tuttavia non ritengo ancora all’altezza di una squadra di A, punterei su Daniele Paponi (1988), attaccante dalla grande tecnica e di sicura prospettiva che ha già raggranellato qualche importante minuto in questa stagione, e soprattutto su Tonino Sorrentino (1985), sballottato con un po’ troppa leggerezza tra Avellino, Catanzaro e Grosseto (quattro gol part time con i toscani), ma con un incredibile senso del gol tipico dei bomber di razza: non è certo un caso se all’esordio in Coppa Uefa col Salisburgo (a diciotto anni!) ha messo a segno una doppietta. Le alternative sono in giro per l’Italia a farsi le ossa: Dedic (1984), tredici presenze e tre gol a Cremona, Gibbs (1984) a Busto Arsizio (quasi ignorato dall’allenatore della Pro Patria Discepoli) e Rosina (1984) al Torino; proprio riportare a casa Alessandro Rosina, altro talento purissimo mandato in esilio con troppa fretta, sarebbe il colpaccio migliore per il Parma, ma anche il più difficile stanti la volontà del giocatore di restare dov’è (soprattutto in caso di promozione) e del Torino di tenerselo. Difficile, ma non impossibile. Tra i giovanissimi segnalo il talento di Pietro Lorenzini (1989), 15 gol quest’anno con gli Allievi Nazionali e numerose presenze in Primavera, nonostante rendesse almeno tre anni agli avversari. Un nome su cui scommettere.

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