Milan: Allegri punito da Cigarini, l'uomo che non volle. Ora bisogna iniziare a vincere...

Se il buon giorno si vede dal mattino, a casa Allegri è ancora notte fonda. E anche gli indizi extracalcistici, fatti di gossip e retroscena, remano contro il tecnico livornese che dopo lo scudetto al primo tentativo ha imboccato un tunnel in costante discesa di risultati e stima societaria. Senza parlare della diaspora dei senatori, soltanto in parte progettata da Adriano Galliani.

Si sa, l'amministratore delegato non gradisce i cambiamenti radicali e avrebbe optato per una linea più morbida resa impossibile dai rapporti logorati dall'ex tecnico del Cagliari all'interno degli spogliatoi. Milan-Atalanta è soltanto l'ultima delle beffe che Allegri deve incassare e portare a casa (o al ristorante, vista l'ennesima cena con Galliani ultimo suo difensore in via Turati).

E non soltanto per il risultato: il gol partita è di tal Cigarini, centrocampista che in Italia pare essere apprezzato dal solo Pierpaolo Marino. Quel Cigarini a cui Allegri disse no dopo che la dirigenza rossonera lo bloccò a metà luglio in attesa di decidere cosa sarebbe stato di Mathieu Flamini. Il tecnico "pianse" al cospetto dei vertici societari chiedendo almeno quest'ultima parola sul reparto mediano. La ebbe.

Un giocatore di esperienza in più a costo di fare un sacrificio sull'ingaggio (De Jong) e la riconferma del francese che mai ha legato con l'Italia calcistica (quella notturna pare invece filare a gonfie vele). Un particolare non di poco conto del quale rendere spiegazioni a Silvio Berlusconi, il quale sul gioco spumeggiante ci ha messo una croce sopra. Ora, per 3/4 partite contano solo i risultati: se no, più che Costacurta, sarà ballottaggio Rijkaard - Inzaghi.

Foto | © TM News

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