Abete si riappacifica con Conte e Zeman

Abete, con una bontà da spirito natalizio, si riferisce a due vicende spinose che lo hanno visto coprotagonista in queste settimane. Da una parte parla di Conte e dall'altra di Zeman. Dove tutti si aspettavano bufera e frecciate avvelenate, il Presidente della Federcalcio ha invece stupito servendo frasi solidali e amichevoli.

Un grande abbraccio simbolico insomma, che Abete ha riservato ai due allenatori pretendenti lo scudetto. Per Conte l'argomento è la giustizia, per Zeman la sua ultima indelicata uscita, condita anche da una rettifica parsa ancor più dannosa. In entrambi le situazioni il Presidente Figc ha sfoggiato una diplomazia davvero sorprendente.

Nei confronti dell'allenatore juventino, Abete ha dichiarato: "Non sono entusiasta quando si sanziona un tesserato, non fa parte del mio ruolo e della mia persona. Dispiace, so quanto determini sofferenza, ma rispetto le decisioni della giustizia sportiva che, per altro, avrà ancora un altro grado di giudizio". Una solidarietà da padre educatore insomma, che non è certo contento di punire uno dei suoi tesserati, ma la legge va applicata così com'è ora, giusta o sbagliata che sia. Infatti Abete pone anche dei razionali dubbi sugli attuali limiti della giustizia, constatando in modo molto maturo: "I miglioramenti, come ha ricordato anche Petrucci, ci possono essere. Però saranno fatti a bocce ferme. Mentre sui problemi della violenza abbiamo un codice già formato, questo non avviene sul fenomeno delle scommesse che è un fenomeno relativamente nuovo e grave."

In merito invece a Zeman, su cui c'erano forti timori che si scagliasse l'ira funesta di Abete dopo la goffa rettifica del Boemo alla sua precedente grave affermazione, si è verificato un riappacificamento degno di "C'è posta per te" della Defilippi. A cuor leggero e col sorriso sulle labbra Abete ha acceso il calumet della pace, che Zeman gradirà certamente, dichiarando: "La polemica è il sale del calcio. Bisogna distinguere la polemica che può portare delle risposte anche concrete dalle valutazioni delle qualità di un dirigente". E aggiungendo più nello specifico: "Le parole di Zeman? Ha chiarito, ha precisato, ma naturalmente si trattava di una critica di politica sportiva".

La si smetta quindi di gettare alcol sul fuoco, dato che Abete ha dimostrato di essere ignifugo e di saper bene cosa sia irrispettoso o meno per lui e per la Federazione. Anche se da questa trasformazione verrebbe da dire che in questo calumet c'era tanta pace e poco tabacco, per citare Elio e le Storie tese.

Foto | © TM News

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