Il galletto cattivo

Parliamo di un ragazzo di 23 anni, che nella sua ancora giovane carriera ha cambiato squadre come fossero paia di calzini e combinato guai che neanche il più caldo dei Cantona avrebbe sapure fare meglio. Il suo nome è Franck Ribéry, di nazionalità francese, due profonde cicatrici sul volto a ricordo di un incidente d’infanzia,

Parliamo di un ragazzo di 23 anni, che nella sua ancora giovane carriera ha cambiato squadre come fossero paia di calzini e combinato guai che neanche il più caldo dei Cantona avrebbe sapure fare meglio.
Il suo nome è Franck Ribéry, di nazionalità francese, due profonde cicatrici sul volto a ricordo di un incidente d’infanzia, a renderlo ancora più lontano dall’immagine di eroe buono, un talento puro che sta incantando i cugini d’oltralpe.

La sua turbolenta carriera è iniziata nelle giovanili del Lille, dove ha giocato per tre anni, esperienza terminata a causa dei suoi scadenti risultati scolastici.
Ma il giovane non si è arreso e ha ricominciato dal suo paese natale Boulogne-sur-Mer , prima di trasferirsi all’Alès in terza divisione.
Ma anche qui ha avuto problemi, la sua fama di ragazzo terribile gli ha subito fatto compagnia, a questa si è aggiunta la scarsa integrazione con la squadra. Finisce anche questa avventura, la sua storia calcistica sembra essere miseramente conclusa, ma non demorde ancora una volta.
Nel 2003 i suoi sforzi vengono premiati da una nuova società che crede in lui, il Brest, sempre in terza divisione. Qui le cose vanno finalmente bene, tanto che le sue giocate incantano il tecnico Jean Fernandez, allora al Metz, che lo porta in Ligue One.

Il ragazzino si dimostra subito irriguardoso, dicendo che i difensori della massima serie sono meno ostici di quelli di terza divisione, più tecnici meno mastini, più congeniali al suo modo di giocare. Che siano provocazioni o no resta il fatto che in pochissimo tempo Ribéry diventa il miglior uomo assist della squadra.
Ma così sembrava tutto troppo facile. Franck prova a rovinare di nuovo tutto lasciandosi sorprendere coinvolto in una rissa, episodio che convince la sua dirigenza a mandarlo un po’ a raffreddare i suoi bollenti spiriti in Turchia, destinazione Galatasaray.
Ma si sa che la classe prescinde da tutto, i tifosi turchi prima scettici devono subito ricredersi, innamorandosi di questo ragazzo in pochissimo tempo. Cinque gol e altrettanti assist in cinque mesi e una coppa di lega conquistata. Neanche il tempo di diventare il nuovo idolo locale che già un nuovo trasferimento si profila all’orizzonte.

Jean Fernandez, che intanto è diventato il tecnico dell’Olympique Marsiglia, lo richiama a se. Intanto anche la nazionale si è accorta di lui, tanto da farlo diventare uno degli elementi portanti della selezione Under 21. Il buon Franck si è subito dimostrato fondamentale per i galletti, nello spareggio contro l’Inghilterra per la qualificazione all’europeo, con un gol a rimontare l’iniziale svantaggio e con un rigore procurato decisivo per la vittoria finale.

Ora tutti si chiedono quale maglia indosserà fra un mese, cosa ci sarà scritto sul suo biglietto aereo, Portogallo o Germania? Si perchè dopo una stagione in cui ha realizzato 11 gol e sfornato caterve di assist anche Raymond Domenech ha iniziato a pensare a lui. Ribéry glissa, si dice tranquillo, qualunque sia il suo destino, che sia un europeo o un mondiale per lui non fa differenza. Girard, ct dell’Under 21, si dice grato per quello che Ribéry ha fatto per loro e gli augura una convocazione nell’altra nazionale, quella di Zidane e Henry, di Trezeguet e Vieira.

Intanto il suo dovere l’ha fatto, ha sicuramente messo qualcosa più che una pulce nell’orecchio di Domenech, non ci resta che aspettare il 15 Maggio per sapere come andrà a finire, per questo ragazzo che in Francia giurano sia l’erede naturale di Zizou.

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