Un bambino a difendere la corona

L’infortunio al metatarso di Rooney, che si è andato ad aggiungere a quello omologo dell’altro golden boy del calcio inglese Owen, ha messo in seria difficoltà il tecnico svedese Eriksson per quanto riguarda i selezionati che andranno a formare l’attacco inglese. I due giocatori saranno comunque convocati, anche se le loro condizioni saranno valutate solo

L’infortunio al metatarso di Rooney, che si è andato ad aggiungere a quello omologo dell’altro golden boy del calcio inglese Owen, ha messo in seria difficoltà il tecnico svedese Eriksson per quanto riguarda i selezionati che andranno a formare l’attacco inglese. I due giocatori saranno comunque convocati, anche se le loro condizioni saranno valutate solo alla fine, fino all’ultimo i tifosi dovranno stare col fiato sospeso. L’attaccante del Manchester si sta sottoponendo ad una terapia in una camera ad ossigeno per provare ad accelerare i tempi del suo recupero, ma le possibilità effettive che possa prender parte alla spedizione tedesca sono effettivamente scarse. Diverso il discorso per il giocatore del Newcastle ex galacticos, la sua situazione è leggermente migliore.

Ma chi ci sarà in attacco al posto di questi due se non dovessero farcela? Sven non ci dorme la notte ma l’ipotesi che si affaccia nella sua mente è un po’ folle e sicuramente molto affascinante. Un nome shock è stato fatto in questi ultimi giorni: Theo Walcott.

Chi è mai questo sconosciuto? E’ presto detto. Walcott è un giovanotto di appena 17 anni, di proprietà dell’Arsenal, tanto promettente quanto inesperto, tanto da non aver ancora fatto il suo esordio in prima squadra con i Gunners. Però di lui si parla molto bene, lo stesso Wenger ha sponsorizzato la sua conovocazione, giudicandolo adatto come rincalzo, povero dell’esperienza necessaria per un mondiale, ma dotato di risorse tecniche in grado di sopperire a questo limite. Eriksson lo ha visionato a lungo sul campo di allenamento dell’Arsenal in occasione di una sua visita nata prima di tutto dall’esigenza di valutare le condizioni di altri due giocatori, parliamo di Sol Campbell e Ashley Cole, alla fine gli ha detto di tenersi pronto.

Questa ipotesi che potrebbe sembrare stralunata, soprattutto per una squadra come l’Inghilterra che mette per l’ennesima volta in gioco tutta la sua credibilità, in realtà non è neanche tanto assurda. Perchè da quelle parti non è un’eresia schierare tra i nazionali giocatori giovanissimi, al contrario di come succede in altri posti, al contrario di quanto succede da noi che preferiamo di solito affidarci ai senatori.
Ricordiamo che lo stesso Sven fece esordire Rooney a soli 16 anni, anche se l’attaccante del Manchester aveva già collezionato presenze e marcature importanti con la sua squadra di club, l’Everton. Come dimenticare poi il gol capolavoro di quel giovanissimo Michael Owen ai mondiali di Francia. Diciannove anni ancora da compiere per lui e una discesa che lasciò dietro ad arrancare l’intera squadra argentina, per un 2 a 1 provvisorio che sarebbe stato pareggiato solo nei minuti finali del primo tempo da Zanetti.

Walcott è ancora un bambino, per lui c’è tutto il tempo per crescere, per fare tutti gli esordi che la sua carriera gli riserverà, ma se la chiamata dovesse arrivare non si tirerà certo indietro e chissà che ad un certo punto mister Eriksson non gli dirà “Theo, scaldati, devi entrare in campo”.
Sarebbe come un bambino in un luna park, si divertirà e magari farà divertire anche i suoi tifosi.

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