37/a giornata. Il Parma cede al Milan con onore.

Corradi in lotta con Serginho Il Parma si è congedato dai suoi tifosi con un’onorevole sconfitta davanti a un Milan un po’ distratto, vincente grazie a due calci piazzati e a una disattenzione difensiva. Da parte loro, i gialloblù hanno tenuto ottimamente il campo, senza rendersi mai veramente pericolosi dalle parti di Dida, ma raggiungendo il primo obiettivo della gara: portare Corradi in doppia cifra. E infatti l’attaccante senese è riuscito a firmare la prima doppietta stagionale, arrivando alla sospirata quota 10, una cifra cui Corradi è ormai abbonato e che domenica prossima a Roma, contro la sua ex squadra, cercherà di migliorare.

Curioso che nonostante i cinque gol i portieri siano stati quasi disoccupati: da una parte il Parma brillante della prima mezz’ora ha partorito solo qualche tentativo velleitario finito comodo comodo tra le manone di Dida e un palo di Bonera, peraltro in fuorigioco, a un passo dal portiere brasiliano. Nella ripresa la doppietta (imparabile) di Corradi, bravo a sfruttare gli assist di Marchionni e Morfeo (subentrato a Bresciano) e soprattutto gli errori di Nesta, in uno stato di forma imbarazzante.

Dal suo canto De Lucia ha dovuto bloccare solo qualche conclusione da lontano (Kakà, Gilardino…) e la dove non è arrivato lui è arrivato il palo (Kakà). La punizione di Seedorf è stato un capolavoro balistico su cui niente si poteva fare, così come il rigore perfetto di Kakà (il portiere gialloblù era sulla traiettoria, ma il tiro era imprendibile). Caso mai si potrà discutere anni sulla concessione del penalty, perché al di là delle indistruttibili certezze dei vari moviolisti, le mani di De Lucia fanno cambiare traiettoria al pallone. L’unica incertezza del portierino nolano è stata in occasione del raddoppio di Cafu, facendosi sorprendere in contro tempo sbilanciato dall’ottimo velo di Gilardino.

Proprio l’ex crociato, inizialmente in panchina ma entrato praticamente subito al posto dell’infortunato Shevchenko, è stato accolto da un bell’applauso al suo ingresso in campo e, forse un po’ emozionato, si è mosso molto senza peraltro incidere sul match. Bella anche la standing ovation che il Tardini ha tributato a Marchionni, sostituito da Beretta a pochi minuti dalla fine un po’ per un piccolo guaio fisico, un po’ per fargli fare una passerella davanti ai suoi (ormai ex) tifosi.

Una curiosità. Dopo l’uscita di Marchionni (al suo posto Cardone) gli schemi sono proprio saltati e il Parma difendeva con quattro centrali (Bonera – Couto – Cardone – Contini) e due terzini al posto delle ali come Coly a destra e Ferronetti (subentrato a Cannavaro) a sinistra (!). Roba da stracciare il patentino…

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