Liverpool e West Ham, problemi di soldi: si infiamma il mercato?


Il format Premier League, gli ingenti introiti dalle TV e le proprietà ora americane, ora thailandesi, ora russe e perfino islandesi, evidentemente non bastano a far fronte alle spese folli delle squadre inglesi, che ricoprono d'oro i loro campioni ma che, col tempo, si ritrovano con qualche debito di troppo. In questi giorni sono balzate agli onori (o disonori) delle cronache due gloriose squadre britanniche: il Liverpool del duo americano Hicks-Gillet e il West Ham del magnate islandese Bjorgolfur Gudmundsson.

I Reds l'estate scorsa si assicurarono le prestazione dello spagnolo Torres e dell'olandese Babel avvalendosi di un prestito ancora non risanato ma che inizia a far preoccupare i debitori in quanto rinnovato a cifre ancora più ingenti. Se la società del Merseyside non verserà ai creditori i circa 40 milioni di euro entro un anno (soldi occorsi per pagare l'idolo della Kop autore di 30 gol in stagione), sarà costretta a vendere il proprio gioiello. Il tutto sullo sfondo di una perenne antipatia tra i due americani che ormai non si parlano più e si punzecchiano un giorno sì e l'altro pure tramite comunicati stampa.

La squadra è in un momento delicatissimo della stagione, con una semifinale di Champions alle porte, ma la situazione finanziaria ha fatto parlare la stampa britannica e quella d'Oltremanica, con RadioMercato che ha subito speculato. E così pare che la Juve sia tentata di virare su Torres, insieme a Xabi Alonso per il centrocampo. Basta rimanere alla finestra, mettere da parte un po' di piccioli e vedere come evolve la situazione del club.

Anche il club del neo-ds Gianluca Nani, il West Ham, ha deciso di dare un taglio netto alle spese ingenti, soprattutto quelle inerenti agli ingaggi. Freddie Ljungberg, Kieron Dyer e Lucas Neill sono i principali indiziati a svestire la maglia claret&blue, salutando l'Upton Park per amor di bilancio. A dimostrazione che qualcosa sta cambiando anche in Premier League, dopo i ridimensionamenti italiani (a seguito dei crack parmensi, fiorentini, laziali, napoletani...) e spagnoli (al Levante è sciopero...). Di Abramovich non ce ne sono centinaia: per fortuna...

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