Fiorentina, Roncaglia nuovo idolo dei tifosi spera in una chiamata di Prandelli

Arrivato quest'estate alla Fiorentina a parametro zero dal Boca Juniors (anche se ufficialmente i viola lo hanno prelevato dagli uruguaiani del Felix, coi quali non ha mai giocato, prassi comune in Sudamerica su cui sta indagando la Fifa), Facundo Roncaglia è diventato ben presto un nuovo idolo della curva Fiesole. Nella rivoluzione dei gigliati, con una dozzina (e più) di giocatori nuovi arrivati al Franchi, il nome di Roncaglia è stato forse uno dei meno eclatanti (oltre al Boca, esperienze all'Estudiantes e in Europa nell'Espanyol) ma fin dal ritiro estivo ha impressionato per la sua potenzia, la sua reattività e il suo senso della posizione.

Nato nel 1987 a Chajarí, città a nord di Buenos Aires di circa 30mila abitanti, El Torito come viene soprannominato oltre ad avere tratti andini nelle vene conserva anche sangue italiano essendo i suoi bisnonni emigrati da Giugliano, in Campania, per tentare fortuna in Argentina: "Proprio così. I miei avi sono di Giugliano, vicino a Napoli. E se l'Argentina non mi prendesse in considerazione potrei vestire l'azzurro. In fondo, sono italiano. Il calcio per me è tutto e sapere che i miei avi sono emigrati proprio da questa terra nella quale faccio ora ritorno è emozionante”. Così parlava di Roncaglia appena sbarcato in Italia, così parla dopo il primo gol in Serie A.

Staffilata da 30 metri al Tardini di Parma, poi un legno su calcio d'angolo, ma anche un rigore procurato per fallo di irruenza su Pabon ("L’ho toccato, ma in Argentina non sarebbe mai stato rigore: mi devo ancora abituare al calcio italiano"), anche contro i ducali Roncaglia ha impressionato soprattutto per la sicurezza che infonde a tutto il reparto difensivo (i suoi colleghi sono Rodriguez e Tomovic). E il giornalista Sky Gianluca Di Marzio che ieri è stato impegnato nella telecronaca della partita, attraverso il suo sito ha rivelato: "I compagni lo adorano, prima della partita in panchina mi confessava Pasqual: 'Con uno come Roncaglia dietro, nella mia zona, potrei giocare altri dieci anni. Non serve raddoppiargli la marcatura'".

A fine partita, sicuramente deluso per l'epilogo col pareggio in extremis del Parma, un Roncaglia soddisfatto per la sua prova ha rilasciato diverse interviste; a Sky ha dichiarato:

"Sono contento per il rendimento individuale, ma essendo una delle prime gare del campionato può essere soprattutto utile per continuare a migliorare e progredire. Contro la Juventus sarà una partita difficile, la speranza è quella di ottenere un risultato positivo. Sono felice del fatto che Prandelli mi stia seguendo, questo mi dà ulteriori stimoli per cercare di avere un giorno un'opportunità con la nazionale italiana".

Mai convocato dalla Seleccion albiceleste, ora per Prandelli la ghiotta opportunità di farlo suo: lui è pronto, i tifosi azzurri ormai abituati agli oriundi, che Roncaglia abbia messo le tende nel nostro Paese?

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