Cagliari - Roma 0-3 a tavolino, ufficiale la decisione del Giudice Sportivo

Il Giudice Sportivo ha decretato lo 0-3 a tavolino in favore della Roma dopo il rinvio, per motivi di ordine pubblico, di Cagliari - Roma prevista allo Stadio Is Arenas di Quartu Sant'Elena per domenica 23 settembre alle ore 15.00.

Come noto la decisione di rinviare il match, arrivata nella notte fra sabato e domenica, era stata causata da un comunicato con il quale il Cagliari chiedeva ai suoi tifosi di recarsi ugualmente allo stadio nonostante fosse stato stabilito che il match poteva aver luogo in quello Stadio esclusivamente a porte chiuse, senza pubblico.

Dal punto di vista formale il reclamo presentato dai giallorossi è ineccepibile: la partita si doveva giocare a porte chiuse, Massimo Cellino ha "forzato la mano" causando il rinvio. Anche dai comunicati stampa diffusi oggi, in uno di questi Baldini veniva definito "avvoltoio" per il reclamo annunciato, è chiaro che sarà certamente presentato un ricorso, ma le probabilità che venga accolte sono minime, al contrario il Cagliari potrebbe essere ulteriormente sanzionato dalla Giustizia Sportiva per quanto accaduto.

Dal comunicato diffuso dal giudice sportivo è possibile intuire che i tre punti a tavolino sarebbe potuti arrivare in favore della Roma di Zeman e Baldini anche in assenza del reclamo preannunciato (e formalmente non presentato). Sulle ragioni di opportunità e sportività che avrebbero imposto di preservare il verdetto del campo e giocare ugualmente la partita in altra data ci siamo già espressi.

Ecco il testo del comunicato.


rilevato che la medesima Autorità amministrativa aveva precedentemente decretato, con
provvedimento datato 15 settembre 2012, che tale gara dovesse essere disputata “in assenza di pubblico” a causa dell’accertata inagibilità dello stadio Is Arenas di Quartu S.Elena, con conseguenziale divieto della Soc. Cagliari della vendita dei relativi biglietti di ingresso allo stadio e l’obbligo di annullare quelli venduti;

considerato che nel provvedimento prefettizio si ravvisa nel comunicato, pubblicato in pari data sul sito ufficiale della Soc. Cagliari, con il quale il Presidente della Società invitava e chiedeva “a tutti i suoi tifosi, titolari di biglietto e di abbonamento, di recarsi allo stadio per assistere alla partita nel rispetto dell’ordine e della civiltà….”, il rischio concreto e attuale che tale riprovevole sollecitazione potesse tradursi “in iniziative ed atti rivolti a disattendere la prescrizione dello svolgimento della partita a porte chiuse”, ingenerando nella tifoseria “reazioni emotive inconsulte ed irrazionali”;

ritenuto che la provocatoria iniziativa assunta dalla Soc. Cagliari costituisce una palese violazione di cui all’art. 12, n. 2 CGS, che impone alle Società la rigorosa osservanza delle disposizioni emanate dalle pubbliche autorità in materia di pubblica sicurezza, e considerato che tale violazione ha costituito la causa diretta ed esclusiva dell’impedimento alla regolare effettuazione della gara;

preso atto che la Soc. Roma ha preannunciato un reclamo ex art. 29, n. 4 CGS; visti gli art. 29, n. 3 e 17, n. 1 C.G.S.,

delibera

di sanzionare la Soc. Cagliari con la perdita della gara con il punteggio di 0-3 (zero a tre), disponendo altresì la trasmissione di copia degli atti al Procuratore federale per quanto di competenza in merito alla condotta del Presidente della Società stessa.

Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant'Elena

Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\
Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\
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Foto - Is Arenas, i lavori nello stadio del Cagliari a Quartu Sant\

La Roma presenta reclamo, vuole i tre punti

Cagliari - Roma non si giocherà, come noto, dopo la geniale mossa del presidente Cellino e la Roma ha deciso di presentare un ricorso dopo il rinvio stabilito dal Prefetto, obiettivo? Vedersi riconosciuto lo 0 a 3 a tavolino (e incassare tre punti senza sforzi). Il patron del Cagliari, nonostante pretenda di giocare in uno stadio praticamente in costruzione, vuole che il pubblico assista alle partite casalinghe. La pretesa è portata avanti con tale determinazione da aver deciso di vendere i biglietti di Cagliari - Roma anche se era chiaro che le autorità avrebbero stabilito le porte chiuse per motivi di sicurezza.

Quando l'ovvia decisione è arrivata Cellino ha così forzato la mano invitando i tifosi a recarsi ugualmente all'Is Arenas di Quartu Sant'Elena. Il Prefetto, per evitare possibili scontri fra i sostenitori in possesso del biglietto e le forze dell'ordine che avrebbero dovuto impedire l'accesso, ha disposto il sacrosanto rinvio.

Che il comportamento di Cellino sia inqualificabile (e a mio modesto parere anche grave sotto il profilo penale) è fuor dubbio. Arrogante e irresponsabile. Di fatto il presidente del Cagliari ha causato il rinvio della partita, l'apertura di un'inchiesta da parte della FIGC (annunciata pochi minuti fa) non è solo un atto dovuto, la società sarda merita una pesante sanzione e il trasferimento coatto delle sue partite in un campo neutro scelto dalla Federazione.

Detto questo non è chiaro per quale motivo la Roma abbia presentato un ricorso puntando a conquistare uno 0-3 a tavolino traendo un vantaggio in classifica. Parliamoci chiaramente, in punta di diritto la Roma ha perfettamente ragione. Il codice di Giustizia Sportiva parla chiaro, articolo 17.

1. La società ritenuta responsabile, anche oggettivamente, di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3.

Nulla da dire, ma il buonsenso dov'è finito?

Che danno hanno avuto i giallorossi dallo spostamento? Né loro né il Cagliari hanno impegni europei, nessun calendario fitto di impegno dal quale è impossibile districarsi: riprogrammare la partita (la prima ipotesi è il 2 ottobre) quale problema porta alla squadra di Zeman che, fra l'altro, si presentava in questo turno con tanti infortunati e assenti eccellenti compreso Totti e De Rossi?

La presentazione del ricorso da parte della società giallorossa ricorda altre tristi vicende del passato, il periodo delle "monetine". Giocatori che venivano invitati a rimanere a terra e a farsi sostituire dopo essere stati colpiti da un oggetto proveniente dagli spalti con l'obiettivo di ottenere in un momento successivo la vittoria a tavolino. Di esempi ce ne sono parecchi, da Alemao in giù.

Foto | © TM News

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