Cagliari - Roma rinviata: Cellino non ci sta, due comunicati per far sentire le proprie ragioni

Motivi di ordine pubblico, Cellino chiama i tifosi all'interno di uno stadio inagibile (l'Is Arenas) e il prefetto dispone il rinvio dell'evento

Si è detto tutto e il contrario di tutto in merito al rinvio dell'attesa sfida tra Cagliari - Roma, partita che già una settimana fa era in dubbio o quanto meno non se ne sapeva lo stadio in cui si sarebbe disputata. Alla fine il braccio di ferro tra Massimo Cellino, ventennale presidente dei sardi, e la Prefettura, ha fatto saltare il banco. Al numero uno di Viale la Playa si è rimproverata l'intransigenza, l'imprudenza, l'arroganza, lui però ha sempre difeso a voce alta il suo operato circa l'ormai annosa "questione-stadio", con continui battibecchi con le istituzioni. Rimasto per il momento nel cassetto il progetto della Karalis Arena ad Elmas, Cellino ha provato a ristrutturare a tempo di record l'Is Arenas a Quartu; niente ok però dalla Prefettura per far entrare i tifosi nella struttura, da cui il tira e molla col triste epilogo di ieri. In nottata il Cagliari Calcio ha emesso un duro comunicato (dopo il "salto" il testo integrale).

Intanto l'Ansa riporta un paio di virgolettati di Cellino che risponde così ad Abete che lo aveva duramente ripreso ("Comportamento inaccettabile") per come aveva gestito la situazione:

"Ho invitato la gente ad andare allo stadio per evitare che ci fossero solo gli ultrà e nella convinzione che gli abbonati poi potessero entrare. Così di fatto ho evitato il caos. Caro Abete, non sono io la vergogna del calcio. Non sono mai stato deferito per vicende passaporti, arbitri, doping e falsi in bilancio".

La Cagliari Calcio prende atto della decisione del Prefetto di Cagliari di differire ad altra data la gara odierna con la A.S. Roma, pur non condividendone le motivazioni che vorrebbero ascrivere alla Cagliari Calcio la responsabilità del rinvio.

Dopo la nota N. 555/00353/2012/ONMS del 20.9.2012 dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive presso il Ministero dell'Interno, indirizzata alla Prefettura e alla Questura di Cagliari e per conoscenza alla Lega Nazionale Professionisti di Serie A, che contemplava espressamente l'accesso ai "tifosi fidelizzati" della squadra di casa a determinate condizioni, che sono state tutte rispettate e operative presso lo stadio Is Arenas, la Cagliari Calcio è rimasta in attesa del provvedimento prefettizio che adeguasse le prescrizioni di accesso allo stadio secondo quelle indicazioni.

Nel frattempo, aveva notizie anche tramite internet di gruppi di tifosi che si sarebbero costituiti e portati comunque presso lo stadio Is Arenas in occasione della partita sprovvisti di titolo di ingresso. Tra l'altro, lo scorso anno, alla partita con la Roma, erano presenti sugli spalti oltre 18.000 persone. Denunciando il proprio sconforto, tenuto conto della nota dell'Osservatorio, la Cagliari Calcio si è preoccupata di contribuire ad evitare che i tifosi non fidelizzati andassero allo stadio a manifestare scompostamente. In tal senso, ha scritto in positivo, raccomandando la presenza unicamente ai tifosi fidelizzati, che ovviamente avrebbero potuto accedere allo stadio solo nel rispetto dell'ordine delle Autorità e in modo civile e, secondo i dati di vendita, i tifosi fidelizzati risultavano per la maggior parte donne e bambini.

E' fin troppo evidente che giammai la Cagliari Calcio ha inteso contravvenire a qualunque ordine delle Autorità e ne è conferma che, già martedì 18 settembre, era stata sospesa ogni vendita di biglietti per una partita di "cartello",
quale la gara odierna, a seguito di invito in tal senso del Prefetto di Cagliari.

Si esprime profondo rammarico per come la situazione sia stata male interpretata dagli organi di informazione e da alcuni commentatori, che nessuna attenzione hanno riservato invece all'impegno di tante persone, che in soli quattro mesi hanno portato pressoché a termine la ristrutturazione dello stadio Is Arenas, finanziato unicamente con risorse della Società senza alcun contributo pubblico e che rappresenta uno sforzo eccezionale e un motivo di orgoglio per tutta la Sardegna.

Il Presidente

Quindi un nuovo comunicato contro Franco Baldini, il dirigente romanista che ieri aveva invocato lo 0-3 a tavolino per la Roma:

"La Società Cagliari Calcio comprende i principi del Sig. Baldini pur non condividendoli, perché chi spera di avvantaggiarsi delle disgrazie altrui non può essere contraddistinto come tale. Se così fosse, a quel tipo di uomo di principi, il suo più appropriato stemma sarebbe quello dell'avvoltoio. Nonostante questa presa di posizione di Baldini, sappiamo che non rappresenta lo spirito dei romanisti, ai quali rimarremo sempre amici, in considerazione dei bei trascorsi e della lealtà che nel passato la nostra squadra ha avuto modo di apprezzare".

E il dibattito continua...

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