Prandelli e la ricetta anticrisi del calcio italiano

Dall'alto del suo ruolo, più istituzionale che calcistico in questo caso, Prandelli approfitta della convocazione dell'Uefa alla riunione dei 53 ct a Varsavia per parlare del calcio italiano. Anche se è d'obbligo per lui anche qualche commento sulla partita tra Juventus e Fiorentina, legato a entrambe come allenatore e giocatore, è in merito allo stato di crisi del calcio italiano che dice le cose più interessanti.

Approposito di crisi, la fuga di cervelli la si vede anche qui a Varsavia, dove gli allenatori italiani sono 7, ma solo uno è della nazionale azzurra. Insieme a Prandelli ci sono infatti anche Capello per la Russia, Trapattoni e Tardelli per l'Irlanda, De Biasi per l'Albania, Ghedin per il Malta e Mazza per il San Marino. Come per gli allenatori, anche i talenti nostrani rischiano la fuga verso mete estere più ricche. E Prandelli dice la sua ricetta anticrisi.

Un po' come fosse il governo tecnico del calcio, Prandelli ha la capacità e possibilità di esprimersi criticamente nei confronti del sistema calcio italiano. Non tanto perché sia un guru illuminato, ma piuttosto grazie al suo interesse nelle leve della nazionale e la sua non appartenenza al sistema dei club in questo momento. Piovono quindi critiche da parte del ct azzurro sull'incapacità delle squadre italiane di gestire i patrimoni che hanno in casa. Essendo chiaro che le difficoltà economiche ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, è il momento secondo Prandelli che i club cambino gestione delle proprie risorse.

La necessità di rinnovamento delle strategie dei club è stata così descritta da Prandelli, con una critica anche all'espatrio di Verratti: "Se non siamo competitivi sul piano economico bisogna esserlo su quello tecnico. Dobbiamo investire sul futuro. E' scandaloso che un talento come Verratti sia stato fatto partire così. Il nostro è un movimento che fatica a rinnovarsi. La Spagna vince e si rinnova per metà. Noi siamo bravi a fare polemiche. Ci manca l'entusiasmo e ci piace la parola più che il gioco. Ma dobbiamo smettere di fare i furbi e cambiare i metodi di lavoro". Dal suo punto di vista di allenatore della Nazionale, poi, prende a esempio la Spagna, che ci ha demolito non a caso in finale agli Europei, sostenendo che la nostra è una nazionale "che fatica a rinnovarsi. Del Bosque ci ha raccontato come la Spagna, dopo aver vinto, si sia rinnovata al 50% restando campione. Noi invece siamo vecchi. Non abbiamo entusiasmo. Siamo bravi a cercare la polemica. Non possiamo più essere quelli furbi, dobbiamo essere quelli bravi".

Le critiche di Prandelli non sono quindi di natura distruttiva, ma cariche anche di spunti concreti per risollevare il nostro calcio. Ora la palla passa ai nostri club.

Foto | © TM News

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