Clima teso in casa Zenit: Spalletti respinge l'ipotesi dimissioni


Dopo la partenza a razzo dello Zenit San Pietroburgo nella Premier League russa (4 vittorie di fila), la squadra di Luciano Spalletti ha cominciato a balbettare; in campionato sono arrivati una sola vittoria, due pareggi e due sconfitte (entrambe casalinghe contro Terek e Rubin), con conseguente quinto posto in classifica, in Champions League ha subito un pesante 3-0 in casa del Malaga (la squadra è inserita nello stesso girone del Milan) e la vittoria in Coppa di Lega di ieri ha solo parzialmente ridato il sorriso al tecnico di Certaldo. Che in questi giorni sta vivendo il momento più difficile da quando siede sulla panchina dello Zenit: motivo del disfacimento dello spogliatoio (e della mancanza di risultati) l'arrivo di Hulk e Witsel, pagati fior di milioni a inizio settembre con contratti che consentono loro di guadagnare più dei compagni che giocano sulle rive della Neva da anni.

Denisov, Kerzhakov e Malafeev hanno storto il naso, i primi due sono stati messi anche fuori rosa e nel caso specifico di Igor Denisov sono anche arrivate dichiarazioni pesanti:

"Io non sono contro i giocatori stranieri, ma ci deve essere un equilibrio negli stipendi della squadra. Lo Zenit ha già grandi giocatori che hanno vinto molti titoli qui, avrei capito se fossero arrivati Messi e Iniesta, che meritano qualsiasi tipo di stipendio. Il club, invece, ha comprato buoni giocatori che chiaramente aiutano lo Zenit, ma mi chiedo se questi sono molto meglio di quelli che erano qui per meritare uno stipendio tre volte più alto".

Il riferimento come ovvio è a Hulk e Witsel, i quali per inciso non hanno avuto un impatto sufficiente nel calcio russo; a loro va dato il tempo di ambientarsi, ha spiegato Spalletti, che ha preso malissimo le esternazioni di Denisov (subito messo fuori rosa, per lui c'è già la fila con Arsenal, Liverpool e City in pole position) mettendolo fuori rosa insieme a Kerzakhov (reo di non passare la palla ai nuovi compagni). Dopo la vittoria di ieri contro la Baltika in Coppa, il trainer italiano ci ha tenuto a precisare che non pensa minimamente alle dimissioni:

"Non vedo perché dovrei parlare di dimissioni, io continuo a fare il mio lavoro in silenzio. Purtroppo per voi (i giornalisti che lo incalzavano, ndr) lo Zenit ha vinto. Denisov e Kerzhakov? Parlo solo dei giocatori in campo".

Mai come ora a Spalletti toccherà il difficile compito di ricomporre i cocci di uno spogliatoio mai stato così spaccato.

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