Senza pudore




Qualche mese fa, anch'io, nel mio piccolissimo di tifoso, ho scritto di quello che vedevo, di quello che annusavo, da sempre, nell'aria.

Ho scritto cose che potevano sembrare offensive; c'ho pensato lungamente su, prima di definire Luciano Moggi il Padrino.

Oggi non c'è definizione più coerente, per tutti, tranne che per i giocatori della Juventus e per alcuni dei loro tifosi e naturalmente, per la quasi totalità del mondo del calcio, incapace anche ora di autocritica e quindi ben disposto a giustificare i festeggiamenti del 29° scudetto bianconero.

Ma ai funerali non si dovrebbe far festa; ai funerali, se proprio non si può piangere, bisognerebbe almeno stare zitti.


E invece no: con una sfacciataggine talmente evidente da poter essere letta solo come arroganza, o stupidità, Del Piero & Co. hanno saltellato per il campo del San Nicola con la coppa dell scudetto in mano, come se niente fosse.

Capello ha detto che è giusto festeggiare perché la sua squadra comanda la classifica da 76 giornate e perché sul campo è stata la più forte.

Ah si? Ma signor Capello come pensa che la debba definire un qualunque tifoso, amante del calcio che in una settimana ha visto confermate tutte le più incredibili e fantasiose amenità di anni e anni di prese per i fondelli?

Matto? bugiardo, o semplicemente affiliato?

Già, perché è questo il punto: se veramente vogliamo che da questo mare di fango, rinascano fiori puliti e profumati, non dobbiamo più far sconti a nessuno.

A cominciare da giocatori e allenatori pluri-milionari che non possono avere ancora la faccia tosta di dire che non sapevano, laddove i loro milioni a palate, hanno la stessa provenienza e puzza di quelli per cui Moggi e i suoi affiliati ci hanno fottuto la nostra passione.

Vergogna, vergogna per aver vinto così, vergogna per aver festeggiato così.

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