Parma. Finisce la stagione, ne inizia un'altra

Alfonso De Lucia Finisce con una sconfitta la stagione del Parma che, nonostante un finale di stagione con il freno a mano tirato, conserva il decimo posto in classifica grazie alle concomitanti sconfitte di Empoli e Udinese. Una soddisfazione platonica ma pur sempre importante: arrivare nella parte sinistra della classifica è comunque una posizione di prestigio a coronamento di un’annata drammatica ed entusiasmante insieme; poi non si può mai dire: eventuali penalizzazioni di Juventus, Lazio e Fiorentina per il loro coinvolgimento nello scandalo delle intercettazioni potrebbe addirittura proiettare i gialloblù di nuovo in Coppa Uefa dopo un anno di digiuno...
Ma la stagione più importante per il club crociato inizia proprio oggi: scadono questa sera infatti i termini del mandato a vendere di Banca Profilo e a breve si conosceranno i nomi degli imprenditori in corsa per acquistare la società mentre in settimana il passaggio dovrebbe concretizzarsi con tutte le firme del caso. E’ quello che ha lasciato intendere Mario Beretta alla fine della gara di ieri, confermando la sua disponibilità a restare e ritenendosi per il momento in stand-by.

Per quanto riguarda la partita di ieri con la Lazio, non c’è granché da dire, una bella gara di fine stagione con due squadre rilassate che hanno giocato senza stress divertendosi. Beretta ha dovuto rivoluzionare la lista dei convocati all’ultimo minuto a causa dei forfait di Pisanu, Morfeo, Coly e Camara e ha completato la panchina con altri due baby: Mattiuzzo e Cherubini. Così, un po’ per scelta e molto per necessità, ha riproposto lo schema del finale di Parma-Milan con due terzini al posto delle ali (un po’ come la Samp di Novellino) e una diga in difesa con ben quattro centrali. Così con Bonera, Cannavaro, Fernando Couto (applauditissimo capitano di giornata), Contini, Ferronetti e Pasquale a preoccuparsi più che altro di difendere, con Grella a coprire le spalle a Fabio Simplicio, restava il solo Marchionni a cercare di inventare qualcosa e il folletto di Monterotondo ha fatto il possibile, prendendo un palo (imitato su punizione da Simplicio) e cercando di mandare in gol Corradi che, invece, non si è schiodato dalla ormai consueta quota 10.

E’ stata in verità una bella Lazio: bello il gol di Rocchi (e un po’ fortunato con quel pallone che rimbalza proprio davanti a De Lucia), belle alcune azioni biancocelesti che hanno portato al tiro Di Canio e soprattutto Manfredini (ottimo in due casi De Lucia), ma il Parma non è rimasto a guardare: corretto in corsa l’assetto con l’ingresso di Daniele Paponi e Francesco Ruopolo a dare man forte all’attacco il Parma ha creato due belle palle gol proprio con il diciassettenne attaccante anconetano al quale devo qualche scusa. Avendone parlato bene pochi giorni fa ho scatenato il famoso effetto boomerang tanto caro a Rino Tommasi e Gianni Clerici, infatti per uno come lui “che impressiona per la facilità con cui trova la porta” i due gol sbagliati a tu per tu con Handanovic gridano vendetta. Tuttavia il ragazzo si farà (e non ha neanche le spalle strette) e probabilmente a diciassette anni e al novantesimo la porta dell’Olimpico diventa piccola anche per un bomber di razza: l’importante è esserci, la freddezza arriverà. Auguri a lui e auguri a Matteo Mandorlini, altro classe ’88 che ha assaggiato i suoi primi cinque minuti di Serie A. Ne seguano tanti altri.

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