Balotelli: belle parole e un nuovo marchio




Mario Balotelli Barwuah
è uno dei giovani talenti del calcio italiano emersi quest’anno che oltre a bruciare le difese avversarie sembra voler bruciare anche le normali tappe della carriera del giocatore di calcio. Il giovane bresciano, adottato all’età di due anni dalla famiglia Balotelli di Brescia, a soli 17 anni e nel giro di una stagione, tra Primavera e prima squadra è riuscito a salire sul piedistallo di entrambi i trofei vinti da ciascuna formazione mettendoci anche le sue firme che si chiamano gol.


Un primo posto nel Torneo di Viareggio (7 gol in 6 partite) e uno scudetto da protagonista, in particolare negli ultimi match del campionato, hanno dato al ragazzo di origine ghanese credenziali, notorietà e fama al punto giusto da essere conteso dai club di mezza Europa, cosa che comunque accade sin dagli inizi della sua carriera quando negli allievi nazionali andava avanti con una media di un gol a partita.



Altro punto di forza di Mario Balotelli sembra essere il carattere, dentro il campo ha avuto modo di mettere in mostra decisione e spavalderia tanto da commettere qualche gesto poco digerito dagli avversari più anziani. Fuori dal campo Supermario (fotogallery) invece non ha perso tempo nel far parlare di sé anche le riviste meno sportive grazie alla sua storia con Keyla Espinoza (fotogallery) e le dichiarazioni molto poco diplomatiche sul suo futuro in nerazzurro.


Le ultime frasi rilasciate dall’attaccante, mentre era alle prese con un video che sarà lo spot del marchio a lui legato, “Supermario” appunto, invece lasciano intuire entusiasmo nei confronti di Josè Mourinho e voglia di rimanere ad allenarsi con gli stessi compagni di quest’anno.


” Mourinho è un grande, quel che ha detto su di me mi ha fatto piacere. Io nel suo tridente? A me basta aver letto che con lui va in campo chi si fa il mazzo”.


Che la società di Via Durini non debba lasciar andare via un gioiello preso grezzo e che potrebbe luccicare per molti anni, lo capirebbe anche un inesperto. A Mario d’altro canto farebbe solo bene rimanere in Italia e far parte di un progetto che lo vedrebbe di certo al centro ed allenato da un tecnico carismatico e che molto punta sui giovani come lo Special One. A Moratti, si sa, l’ardua sentenza.

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