Italia - Romania: c'è anche la politica

Mancano poco più di 24 ore alla sfida fra l'Italia e la Romania, la partita che darà il verdetto definitivo sul destino della nostra presenza all'Europeo, arriva dopo la pesantissima disfatta con l'Olanda e diventa assolutamente decisiva: non è consentito perdere, ma nemmeno un pareggio ci permetterebbe di stare realmente tranquilli. L'incrocio fra le due nazionali è così, già da un punto di vista puramente "sportivo", di straordinaria importanza, ma c'è da considerare un altro elemento legato ai rapporti politico e diplomatico fra i due paesi.

L'ultimo anno in Italia, bisogna essere ciechi per non essersene accorti, ha visto spessissimo l'accostamento fra l'immigrazione proveniente dalla Romania e l'emergenza criminalità che ha condizionato i risultati delle elezioni politiche di quest'anno. L'ingresso nell'Unione Europea, datato 1 gennaio 2007, ha consentito a tutti i cittadini rumeni l'ingresso nel nostro paese con i privilegi legati agli accordi di Schengen sulla libera circolazione all'interno degli stati dell'Unione.

L'accelerazione dell'emigrazione dalla Romania all'Italia, anche considerando la forte componente dell'etnia Rom dotata di passaporto rumeno divenuto a tutti gli effetti "comunitario", ha inasprito i rapporti fra i due paesi con frequenti accuse di "razzismo" provenienti di Bucarest in coincidenza con il giro di vite impresso sui controlli ancora possibili e tesi a limitare l'ingresso sul nostro territorio nazionale degli immigrati rumeni e dei loro eventuali comportamenti poco "virtuosi".

In una sorta di curioso contrappasso il paese che più di ogni altro meno abbiamo mostrato di amare dal momento dell'ingresso in Europa può "buttarci fuori" dall'Europa, anche se stavolta stiamo parlando di quella calcistica. Impossibile non individuare una connessione, tanto per fare un esempio, fra gli episodi di violenza che hanno visto protagonisti e autori alcuni cittadini rumeni nella Capitale e l'esito a sorpresa delle elezioni nelle quali il candidato del centrodestra Gianni Alemanno ha prevalso su Francesco Rutelli.

Inevitabile pensare che questa partita di calcio, fondamentale per noi come per la Romania da un punto di vista sportivo, possa nascondere sottotraccia inedite tensioni fra due popoli che fino a pochi mesi fa avevano avuto poche ragioni per guardarsi in cagnesco. In questi giorni, fra domande sul modulo, sulle scelte di Donadoni e sullo stato di forma dei calciatori, sono spuntati alcuni riferimenti a questo tema, una tema spinoso al quale è difficile sfuggire.

Le risposte dei protagonisti vanno in un'unica direzione: smentire qualsiasi tipo di parallelismo fra le recenti vicende politico/sociali e il match in programma domani, sottolineando spesso come molti dei giocatori più forti e rappresentativi della nazionale rumena sono interpreti di successo del nostro campionato, da Adrian Mutu, leader della Fiorentina a Chivu, prima difensore della Roma dalla scorsa stagione in forza all'Inter.

Non possiamo che augurarci sia realmente così.

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