Il Bologna comprato dagli Americani, arriva la TAG Partners

Per la Roma dei Sensi se n'è parlato durante tutti questi: il passaggio della società in mano agli "americani", un fenomeno già noto al calcio inglese ma alieno a quello del "Bel paese", è sembrato più volta una questione di formalità. Dietro quella compravendita c'era nientemeno che George Soros, il finanziere e magnate di origine greche. La storia ha voluto che tutto finisse in una bolla di sapone, fra le voci di richieste spropositate della Famiglia Sensi e il fantasma di manovre speculative di tipo borsistico che sarebbero state il vero motore della trattativa Soros-Roma.

Da oggi c'è però una società, recentissimamente tornata in Serie A, che ha sul serio una proprietà a "stelle e strisce". Si tratta del Bologna che da oggi passa ufficialmente per l'80% ad un misterioso "fondo di investimenti" americano: la TAG Partners Llc. Il Presidente Alfredo Cazzola, che aveva rilevato la società tre anni fa dopo la retrocessione e la scelta del vecchio proprietario, Gazzoni Frascara, di non investire più (o meglio, continuare a perdere soldi) nel calcio.

Lo stesso Cazzola aveva confermato l'interesse "degli americani" per la società e dopo il fallimento dell'accordo con il Comune per la realizzazione di un nuovo stadio e del nuovo centro sportivo di Romilia si era detto pronto al grande passo con la discesa in campo nella politica locale come candidato a Sindaco nelle elezioni del prossimo anno. L'ex gestore della grande fiera motoristica bolognese, il Motorshow, ed ex presidente della Virtus Bologna ci tiene a dirlo "non sarebbe una ripicca", ma in pochi gli credono.

Ora arriva il "colpaccio" con la vendita del suo 67% e del 33% dell'altro imprenditore che, in maniera più defilata, si era impegnato nel salvataggio del Bologna, Renzo Menarini, il tutto in due tranche: l'80% immediatamente e il restante 20% al termine della prossima stagione sportiva. La cifra totale dell'operazione si aggira sui 18 mln di euro.

Cazzola resterà comunque Presidente della società, ma ad investire per rilanciare la squadra attesa alla prova di una nuova esperienza in Serie A dovrà essere la TAG Partners. Il fondo d'investimento è un nome del tutto nuovo, sconosciuto ai più, che secondo Dagospia avrebbe alle spalle alcuni personaggi già in passato accostati a tentativi di rilevare proprio l'A.S. Roma della famiglia Sensi.

In prima fila l'avvocato newyorkese, di evidenti origini italiane, Joe Tacopina, balzato alle cronache qualche anno fa quando seppur giovanissimo divenne il numero 2 nel collegio difensivo dell'ultimo boss della Mafia italoamericana, quel John Gotti che con una certa enfasi venne definito dalla stampa mondiale "l'ultimo Padrino".

Che tipo d'interessi possono avere i proprietari di TAG Partners per il calcio? Quali e quante saranno le risorse che intendono investire nel Bologna? L'accordo legato alla cessione prevede un'iniezione di capitali che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20mln di euro, ma è comunque molto difficile da prevedere, specialmente perchè pare chiaro non si tratti di un acquisto improntata al mecenatismo: le società americane vogliono "guadagnare" quando gestiscono qualcosa, riusciranno a farlo anche nella nostra Serie A?

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