Formazione anti-Romania: ultime notizie da Zurigo



Quattro giorni così lunghi gli Azzurri forse non li avevano mai vissuti. Un po' tutto il popolo italico dopo la tremenda scoppola rimediata contro l'Olanda era prodigo di consigli per il ct Donadoni, tutti convinti che l'undici della partita d'esordio fosse da rivoluzionare o quasi. Così l'allenatore, di solito restio a sbottonarsi con la stampa, ha annunciato che in effetti nella formazione di stasera contro la Romania ci saranno almeno quattro nomi nuovi a supporto di uno schema di gioco differente.

Il primo, il più importante, non fosse altro perché stiamo parlando di uno dei giocatori più forti e allo stesso tempo più discussi degli ultimi decenni, è quello di Alessandro Del Piero. Il bianconero indosserà anche la fascia da capitano, è la sesta volta in maglia azzurra ma mai in un'occasione così importante, e per la prima volta avrà un intero paese a fare il tifo per lui dopo che per anni è sempre stato atteso al varco come se in una partita dovesse dimostrare tutto il suo valore.

Roba che potrebbe far tremare le gambe a chiunque ma non a uno come lui, maturo ormai e giunto in una fase della vita e della carriera in cui queste pressioni possono solo motivarlo: "Io parafulmine di questa Nazionale? Le responsabilità me le sento addosso sempre, anche quando non gioco. Tanto più domani, quando avrò la fascia da capitano. E tutto ciò non mi spaventa. Sappiamo benissimo quello che ci aspetta. Voglio essere al momento giusto nel posto giusto per fare la cosa giusta. Insomma, voglio essere determinante".
Del Piero giocherà al fianco dell'imprescindibile Toni, giusto qualche metro più dietro per ispirare il bomber e cercare di creare qualche grattacapo tattico alla formazione di Piturca.

Ed è un altro juventino il secondo innesto sicuro di Donadoni, stiamo parlando di Giorgio Chiellini. Il difensore centrale ha iniziato questo europeo attirandosi addosso l'odio di tutto il paese in seguito allo scontro fortuito che è costato l'abbandono di capitan Cannavaro, le cose però poi sono andate come sappiamo e in una difesa da rattoppare il suo nome è spuntato prepotentemente. I tifosi bianconeri lo conoscono bene, è uno tosto, e se riuscirà a sfoderare la stessa personalità che l'ha accompagnato durante tutta la stagione la difesa potrà dormire sonni tranquilli. Come se non bastasse al suo fianco con buona probabilità ci sarà Christian Panucci, una vecchia volpe con esperienza da vendere perfettamente in grado di dirigere un reparto delicato come quello difensivo. Le speranze di Barzagli sono invece ridotte al lumicino.

Con il romanista al centro della difesa Zambrotta si sposta sulla destra per lasciare spazio sull'out mancino a Fabio Grosso. Il terzino del Lione è un altro di quelli invocati a gran voce dal popolo, vuoi per le emozioni che il suo nome suscita legato come è alle magiche notti tedesche, vuoi perché nello sprazzo di partita contro l'Olanda è sembrato in uno stato di forma smagliante e le sue percussioni sulla fascia potranno essere ancora una volta decisive come due anni fa.

Dopo le rivoluzioni in attacco e in difesa, non poteva restarne immune il reparto nevralgico del campo. Sembra essere stato bocciato in massa, o quasi, il blocco milanista, l'unico che dovrebbe salvarsi è Pirlo. Sicuro l'ingresso di De Rossi a fianco del milanista, c'è da capire chi saranno gli altri due che completeranno la linea mediana. I due più probabili sono al momento Camoranesi e Perrotta, entrambi molto duttili, abili sia in interdizione che in fase di costruzione e, non guasta mai, pericolosi anche in zona gol. Con loro l'Italia avrebbe la possibilità di variare facilmente modulo in corsa passando da un rombo con De Rossi vertice basso e Camoranesi dietro le punte ad una classica linea a quattro.

La squadra ha voglia di reagire, Donadoni anche e lo ha dimostrato cambiando radicalmente, ad esempio, le sue abitudini nei rapporti con i giornalisti. Il gruppo è carico e si spera che questa tensione porti a qualcosa di buono, il ct ne è sicuro: "Le mie sensazioni? Oggi ho visto una squadra pimpante, vogliosa e tonica. Ma sia ben chiaro, questo non deve dare garanzie assolute, perché le stesse sensazioni le avevo intuite alla vigilia della partita con l'Olanda. Avremo novanta minuti a disposizione per segnare. Dovremo avere pazienza, gestire gli avversari e saper ritrovare il fiato perché dovremo correre".

Noi restiamo invece con il fiato sospeso, per altre sette ore, poi il campo ci dirà quanto meritiamo di andare avanti. Potrebbe bastare anche un pareggio per poi giocarci tutto contro la Francia, ma questi calcoli è meglio che non sfiorino neanche la testa dei nostri azzurri. Stasera bisogna dimostrare all'Europa di che pasta sono fatti i campioni del mondo.

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