Barcellona - Arsenal. La finale più bella.

Leo Messi Ci siamo. Il calcio continentale chiude i battenti e lascia spazio ai Campionati del Mondo con la gara più attesa della stagione: Barcellona e Arsenal si contendono la prestigiosa Coppa dei Campioni allo Stade de France di Parigi, secondo atto della sfida europea tutta anglo-ispanica che ha visto gli spagnoli aggiudicarsi il primo round grazie al 4-0 del Siviglia sul Middlesbrough.
Un’occasione per lasciarsi alle spalle almeno per una sera scandali, telefonate, intercettazioni, scommesse, e tutte le ombre che si allungano sulla nostra Serie A. Una partita che promette spettacolo perché le due squadre giocano a calcio per davvero, sperando che per una volta la montagna dell’attesa non partorisca il topolino di una finale deludente.
Due squadre blasonate, dunque, arrivano all’ultimo atto della Champions League 2005-2006, due squadre che tuttavia non hanno grande consuetudine con questo trofeo (prima finale per i Gunners, un solo successo per i blaugrana proprio contro la Samp di Boskov e tre finali perse) e che giungono a questo appuntamento in condizioni del tutto differenti.

Da una parte, il Barcellona arriva fresco fresco da una Liga dominata in lungo e in largo per il secondo anno consecutivo, sotto la guida di un tecnico giovane, un po' naif, ma efficace come Frankie Rijkaard che ha portato nuovi entusiasmi, un cultura del gioco e dello spettacolo e scelte tecnico-tattiche coraggiose (chi in Italia giocherebbe con tre punte più Deco e Iniesta?) e poco importa se poi Eto’o debba fare anche il terzino contro il Milan: anzi, quando un campione si sacrifica così vuol dire che la squadra, il gruppo, c’è. Quella catalana è una squadra tutta volta al futuro: Ronaldinho, Deco, lo stesso Eto’o hanno tanti anni davanti a loro e le giovani stelle hanno nomi già altisonanti come Iniesta, Xavi , Maxi Lopez e il nuovo fenomeno Lionel Messi.

L’Arsenal dal suo canto, arriva alla finale dopo una stagione di Premiership difficilissima, con un quarto posto acciuffato all’ultimo respiro grazie (anche) alle lasagne del Tottenham e l’impressione diffusa che questa finale scriva la parola fine al termine di uno splendido ciclo che si esaurisce. Highbury non ci sarà più; il mago alsaziano Arsène Wenger ha messo le radici a Londra ormai da tre lustri e a lui i tifosi non possono chiedere niente più di una finale di Champions League; Bergkamp, Pirès e Ashley Cole saluteranno la compagnia; Campbell, Ljungberg e Gilberto ci stanno pensando; migliaia di dubbi tormentano Thierry Henry che alla soglia dei trenta pensa a qualcos’altro dopo una vita in Inghilterra: Italia… Spagna… Milan… Inter… Real Madrid…. lo stesso Barcellona… E intanto sogna di firmare la prima Coppa dell’Arsenal.

E’ vero, anche a Londra il futuro è già programmato: Senderos, Clichè, Hleb, Diaby, Reyes, Eboué,Touré, Lupoli, Van Persie, Walcott e soprattutto il fantastico Cesc Fabregas sono pronti a diventare i nuovi idoli dell’ormai ex North Bank. Tuttavia c’è una sensazione di smobilitazione all’Arsenal, dove si parla proprio di rifondare la squadra, non di continuare un ciclo appena abbozzato, come quello della squadra catalana. Insomma, una partita dai molteplici significati che può portare all’apoteosi finale di un’invidiabile, forse irripetibile stagione di grandi successi targati Wenger per l’Arsenal, o all’instaurazione di un dominio blaugrana sull’Europa che solo Rockerduck Abramovich con i petrorubli e le megasterline può tentare di insidiare, facendo del Chelsea la nazionale del Resto del Mondo.

Le squadre si presentano all’appuntamento di Parigi al gran completo. Rijkaard addirittura non ha nemmeno diramato un elenco convocati e tutta la rosa ha viaggiato verso la Francia; solo domani sera il tecnico scioglierà i dubbi e comunicherà squadra titolare e panchinari. Anche ieri, intanto, Messi ha fatto un allenamento completo con i compagni quindi dovrebbe essere disponibile almeno per la panchina.
Wenger non potrà contare su Adebayor, Lauren, Cygan e Diaby; da valutare invece le condizioni di Flamini (fuori dalla gara col Villarreal del 25 aprile) e soprattutto del giovane difensore Philippe Senderos, fuori da quattro gare ma forse in grado di recuperare per domani. Arbitrerà il norvegese Terje Hauge.

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