Verso Italia-Francia: l'ora di Cassano e l'ennesima rivoluzione


L'attesa durerà ancora una trentina di ore, poi si saprà con certezza e senza appelli il futuro di questa maldestra nazionale plasmata non proprio a dovere da Roberto Donadoni; l'Italia pallonara ha vissuto sull'orlo dell'isterismo la vigilia contro la Romania e anche la Gazzetta dello Sport, scottata come tutti dalle 3 sberle oranje, titolava a caratteri cubitali "CapitanAle" affidandosi al capocannoniere della Serie A contro Mutu e compagni. Smembrata la formazione titolare contro l'Olanda, è tempo di rivoluzioni anche contro la Francia e si torna a Capitan Buffon, dopo i miracoli contro i meno quotati (rispetto a noi e solo sulla carta) rumeni.

Il nome nuovo è quello di Antonio Cassano, due scampoli di partita e qualche giocata di classe. Il Di Natale bistrattato dopo l'esordio ("Non è adatto per una competizione così importante, non ha esperienza") è di nuovo il più "desiderato" dagli italiani e CapitanAle può pure rimanere in panchina, non è lui che ci serve. Gattuso bollito? Ambrosini vecchio? Macché, queste sono definizioni post-Olanda: saranno loro i salvatori della patria contro i galletti francesi e che se ne stia in panchina Pirlo. Il nostro amato ct non ha le idee chiarissime in testa: il gruppo cementato da Lippi nella spedizione tedesca di due anni fa rimarrà un ricordo come quello bearzotiano di 26 anni orsono, gli Azzurri versione 2008 assomigliano a quelli di Trapattoni e Zoff, un'accozzaglia di ottimi giocatori un po' viziati un po' sfioriti.

Contro quel simpaticone di Domenech, così, domani il tecnico bergamasco riparte dall'unica certezza: questo benedetto tridente, chissà quanto fruttuoso. Ma lui è cocciuto e allora tre punte prima di tutto, poi si decidono gli interpreti. Le ultime (confermate dai sondaggi del giornale rosa che, a quanto pare, fanno la formazione) dicono FantAntonio subito dentro e Di Natale con lui, a supportare "polveri bagnate" Herr Toni. A centrocampo De Rossi è l'unico superstite del mezzo naufragio rumeno (eppure capitan futuro giallorosso non ha brillato): accanto a lui si rispolverano Gattuso e Ambrosini, secondo la formula poco alchimistica che prima o poi, cambiando l'ordine degli addendi, il risultato cambierà. Solo la difesa non si tocca, come se non avessimo sofferto abbastanza.

Però, che volete, Buffon è Buffon e se non era per lui domani sera buona parte degli italiani andavano a giocare a calcetto; Panucci è il goleador e Chiellini l'unico senza fronzoli (e assist-man). Grosso è l'uomo della Nazionale ed oggettivamente il più positivo fino ad ora, Zambrotta a destra offre più garanzie degli altri (di chi?). Per buona pace di Gamberini e tutti gli altri. Insomma, nel Paese unico al mondo formato da 56 milioni di commissari tecnici, finalmente un Europeo come sognavamo da anni: un click su internet e il nostro campione preferito scende in campo. Campioni: il Sogno. Ciccio Graziani come Roberto Donadoni.

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