Ronaldinho – Henry. Sfida tra titani.

Tutto pronto allo Stade de France per la finale della Coppa dei Campioni 2006. L’ultimo atto della Champions League 2005-2006 vede di fronte Barcellona (ufficialmente in casa) e Arsenal, due espressioni di un calcio tecnico e spettacolare ma condito da sano realismo, come dimostra l’atteggiamento delle due finaliste nelle gare di ritorno delle semifinali a

di mattia

Tutto pronto allo Stade de France per la finale della Coppa dei Campioni 2006. L’ultimo atto della Champions League 2005-2006 vede di fronte Barcellona (ufficialmente in casa) e Arsenal, due espressioni di un calcio tecnico e spettacolare ma condito da sano realismo, come dimostra l’atteggiamento delle due finaliste nelle gare di ritorno delle semifinali a Barcellona e Villarreal: grandi campioni sì, ma se si tratta di soffrire e sbattere la palla in tribuna, non ci si tira certo indietro.

I due tecnici arrivano all’appuntamento con la finale con le rose quasi al completo: Arsène Wenger ha con sé tutti i titolari, con un solo dubbio che riguarda le condizioni di Philippe Senderos, fermo da un mese. Ma la coppia Sol Campbell – Kolo Touré è una garanzia assoluta; dietro loro come al solito Jens Lehmann, ai loro fianchi l’altro ivoriano Emmanuel Eboué e il rientrante Ashley Cole che i rumors danno al passo d’addio con la maglia dei gunners. A centrocampo uno dei trii più forti d’Europa: la geometria di Gilberto Silva, il dinamismo di Freddy Ljungberg, la classe cristallina di Cesc Fabregas. A supportare il bomber Thierry Henry (che torna nella sua Parigi per la gara più importante), il talento del bielorusso Aleksandr Hleb e quello di José Antonio Reyes.

Sul fronte catalano Lionel Messi per sarà della partita, anche se probabilmente solo part time, e Frank Rijkaard punta sulla formazione ormai titolare che prevede Victor Valdés tra i pali, la solida linea di difesa con Oleguer Presas a destra, Gio van Bronckhorst a sinistra e la coppia Carles Puyol – Rafa Márquez in mezzo. Anche il trio di mediana del Barcellona non scherza: la diga Edmilson davanti alla difesa e i genietti Deco e Andrés Iniesta pronti a inventare, a inserirsi e a lanciare il trio delle meraviglie RonaldinhoSamuel Eto’o e Ludovic Giuly, riserva di lusso e già giustiziere del Milan.

Le armi segrete restano in panchina, pronte per essere utilizzate a partita in corso. Difficile che Wenger rinunci all’estro di Dennis Bergkamp e a quello di Robert Pirès a gara iniziata (senza dimenticare il folletto Robin van Persie), così come Leo Messi e Henke Larsson (e in altri termini anche Xavi e Thiago Motta) sono le risorse d’emergenza di Rijkaard cui attingere in caso di necessità.

Con ogni probabilità saranno proprio i colpi di questi campioni e di quelli in campo dall’inizio (Ronaldinho, Eto’o, Henry, Reyes…) a decidere il match che tatticamente sembra molto bloccato: schieramenti speculari, centrocampi votati più a offendere che difendere, molto dipenderà dagli equilibri in mezzo al campo e sulla fasce. Da una parte il trio Cole-Ljungberg-Reyes può creare più di un problema a Oleguer, soprattutto se Deco non riuscirà a dare una mano consistente al terzino catalano; dall’altra Gio dovrà essere bravo ad attaccare Hleb (che di difendere non ha mai una gran voglia) cercando di farsi aiutare da Iniesta a contenere lo straripante Eboué. In mezzo i due metronomi brasiliani Edmilson e Gilberto dovranno far girare la squadra dettando tempi e ritmi per favorire gli inserimenti dei loro mortiferi compagni di reparto. In questo senso il confronto diretto tra i due rappresentanti del futuro del calcio spagnolo Iniesta e Fabregas (ex delle giovanili del Barcellona) e di assoluto interesse. Tutto sommato, un match molto più equilibrato di quanto si pensi con un piccolo favore nei pronostici per i catalani per il solo fatto che possono vincere la gara in ogni momento anche giocando male, cosa che l’Arsenal non si può permettere.

Una curiosità: il guardalinee Ole Hermann Borgan si è fatto fotografare con la maglia del Barcellona sul quotidiano norvegese Drammens Tidende. E nonostante le spiegazioni è stato sostituito dall’Uefa con il connazionale Arild Sundet.
Ma per così poco? Neanche fosse uscito con 23 maglie blaugrana

I Video di Calcioblog

DS 7Gold – (NAPOLI VERONA 6-2)