Francesco Lodi, perché aprire un caso sulla sua permanenza a Catania?

Spulciando notizie qua e là per la rete a volte ci si imbatte in dichiarazioni che fanno venir voglia di approfondire l'argomento, tanto più quanto queste riguardano calciatori che fanno bene da anni e per i quali si avrebbe voglia di spendere parole positive. Sicuramente Francesco Lodi è uno di quei giocatori che mettono tutti d'accordo: ha fatto la sua gavetta, ovunque è andato ha fornito prestazioni sopra la media, forse meriterebbe (e non da oggi) la Nazionale (che Prandelli ha fatto assaggiare a giocatori più modesti di lui) e che sia Simeone, che sia Montella, che sia Maran, il play napoletano rimane un punto fermo imprescindibile del bel Catania griffato Pulvirenti. Ci sarebbero tutte le carte in regola per farne uscire fuori un bel panegirico, eppure certe sue dichiarazioni odierne hanno fatto sorgere al sottoscritto qualche considerazione.

Partiamo dalla carriera del numero 10 catanese: originario di Napoli (dalla sua carta d'identità si scopre esser nato il 23 marzo del 1984) e tifoso da sempre dei partenopei (e di Diego Armando Maradona), Lodi è cresciuto nell'Empoli, dove si trasferì ancora imberbe nel 1995; fin dall'inizio ha legato i suoi progressi alla maglia azzurra dei toscani dove alla fine totalizzerà più di 100 presenze tra A e B condite da 29 gol. Il suo piede sinistro non passa inosservato, esperienze con molte più luci che ombre al Vicenza, all'Udinese e al Frosinone, alla fine sceglie di trasferirsi alle pendici dell'Etna nel gennaio 2010 e comincia a scrivere un nuovo capitolo della sua storia e, contemporaneamente, di quella del club a strisce rosso e azzurre.

Rigorista, abilissimo nei calci di punizione, punto fermo degli etnei che fin dal suo arrivo ha guidato con la sua sapiente regia, alla fine non sono mancate le voci che lo volevano lontano dal Massimino, col Milan che proprio nel giugno scorso aveva fatto più di un sondaggio per accaparrarselo; ma il Catania di Pulvirenti, pur privo di Lo Monaco, non è squadra che cede facilmente alle tentazioni di un guadagno facile (quest'anno ha chiuso il mercato, per la prima volta, in passivo) e lo mantiene in rosa, lui comincia la nuova stagione come aveva concluso la precedente: corre, gioca per i compagni e fa bene, il vero metronomo della mediana catanese. Proprio oggi Antonino Pulvirenti ha detto di lui a Radio Sportiva:

"È facile dire merita la Nazionale, Lodi è giocatore importante, ma le scelte spettano al ct. Il giocatore ha ancora 3 anni di contratto, stiamo parlando, la società ha ascoltato le esigenze del giocatore ma non è un'emergenza".

Allora mi sono chiesto: ma se ha ancora tre anni di contratto, che senso ha parlare di rinnovo? Eppure molti giocatori ad oggi bussano alla porta della propria società magari sei mesi dopo aver apposto la firma a un contratto triennale (per non dire quinquennale); va bene interessarsene un anno prima della scadenza, vada pure per i due anni, ma in questo caso sono quasi tre gli anni che dovrebbero separare Lodi dal Catania Calcio. Esigendo lumi, ho scandagliato le agenzie e viene fuori il malessere di Lodi, alla faccia del "non è un'emergenza" di Pulvirenti:

"La società mi ha fatto una proposta, che non ritengo adeguata. Per adesso mi concentro sulla prossima partita contro il Bologna, poi da lunedì inizierò a pensare al nuovo contratto. Ho 28 anni e vorrei un ingaggio adeguato".

Ma siamo ancora a settembre! D'altra parte il ds Nicola Salerno appena una settimana fa aveva chiosato saggio:

"Ne parleremo con calma. La sua permanenza è certa, dove deve andare? Il mercato si riapre a gennaio, adesso non si parla di queste cose".

La situazione ai miei occhi pare semplice: Lodi è un giocatore del Catania, ha un agente di nome Alessandro Moggi, guadagna 400mila euro all'anno coi siciliani e all'epoca firmò un contratto quinquennale fino al 2015. E' un ottimo giocatore e il club etneo spese un milione e 200mila euro per prelevarlo in due tranches dall'Empoli. Ora, perché aprire un caso quando il contratto in essere scade fra tre estati? Perché questa urgenza di rinnovo? Se un giocatore fa bene, una società come il Catania non ci mette molto a fare una bella plus-valenza cedendolo a club più blasonati; se fa così e così o addirittura male se lo tiene e gli paga lo stipendio (o lo cede in categorie inferiori). La domanda che rivolgo, prima che a me stesso, a tutti gli esperti di calcio(mercato) che pure si annidano in questo blog è: perché aprire un caso in condizioni così placide che ricordano il mare calmo di metà luglio? Fatemi capire.

Foto | © TMNews

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