Conte-Zeman: la vendetta arriverà sul campo

Palazzi chiede 1 anno e tre mesi di squalifica per l'allentaore della Juventus

Come già successo nella precedente sfida della Roma contro la Sampdoria, anche con la Juventus la sfida nella sfida riguarda faccende personali dei due mister. Con Ferrara erano volate parole di fuoco per le ferite ancora aperte dell'ex difensore bianconero dopo le stilettate sul doping inflitte da Zeman nel 1998. Anche se il mister blucerchiato ha voluto escludere la voglia di rivalsa per l'accaduto, era chiaro che per lui i trascorsi sono stati una motivazione psicologica in più.

Ora, a distanza di una giornata di campionato, Zeman dovrà nuovamente fare i conti con le sue uscite avvelenate nei confronti di un altro bianconero: Antonio Conte. Questa volta però, il pomo della discordia non sembrano essere ancora le allusioni fatte negli anni novanta, anche se Conte faceva all'epoca parte della compagine accusata dal boemo. Questa volta il rancore è molto più recente.

Le dichiarazioni che fanno ancora innervosire Conte al solo pensiero non erano direttamente rivolte a lui. Nel senso che Zeman nel pronunciarle non aveva fatto nomi e cognomi, ma la situazione di cui il boemo aveva parlato non lasciava molto margine di dubbi. Zeman disse infatti: "Un tecnico squalificato per più di tre mesi non dovrebbe allenare". Conte a onor del vero non si era fatto trascinare in questa polemica, dicendo la sua su tutta la questione nell'ambito di una conferenza stampa ufficiale a Vinovo, dove per altro ha incentrato i suoi discorsi più sulla giustizia sportiva.

A difendere però la posizione dell'allenatore più chiacchierato di quest'anno ci hanno pensato le dirigenze bianconere. Da una parte giunse la risposta di John Elkan, che per mettere a tacere il boemo affermò acidamente: "Ha vinto più Carrera in una sola partita che lui...". Un po' più articolata invece la risposta di Marotta: "La sua uscita è stata inopportuna. Anche se non ha mai menzionato Conte, ogni riferimento era a lui. Dice di non aver letto le carte, e quindi non riesce a dare un significato, ma si riferisce a un collega condannato per omessa denuncia e non per illecito". Cadendo però poi, dopo la giusta precisazione, in un attacco un po' fuori luogo: "Ho tanti ricordi del boemo, ma anche un’immagine chiara: quando allenava il Lecce, in un Lecce-Parma 3-3, abbandonò la panchina a dieci minuti dalla fine fumando la sua sigaretta e dando le spalle al campo. Dovrebbe darci una risposta su questo atteggiamento piuttosto che interessarsi a vicende che non gli appartengono...".

Conte preferisce invece avere la sua vendetta sul campo, arrecando un dispiacere a Zeman tramite la sconfitta. Una risposta simbolica insomma, non diretta e che non alimenti altre polemiche. A differenza del precedente con Ferrara nessuno si può aspettare una stretta di mano tra i due. Al massimo con Carrera, che a differenza di Conte è autorizzato a stare in panchina.

Foto | © TM News

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