Germania-Spagna 0-1: Fernando Torres manda gli iberici sul tetto d'Europa


Dopo 44 anni la Spagna si laurea campione d'Europa al termine di una finale in cui la compagine iberica ha tenuto il pallino del gioco bene o male per tutti e 90 i minuti. La Germania e il suo capitano Ballack (recuperato e in campo per tutto il match) perdono l'ennesima finale, mancando l'appuntamento con una vittoria in una competizione di rilievo da ormai 12 anni, nonostante due finali e un terzo posto. Match-winner il giocatore forse più atteso, quel Fernando Torres che puntualmente sostituito da Aragonés ha firmato la zampata vincente nel corso del primo tempo, marcatura che i tedeschi non sono stati in grado di recuperare. Ma vediamo com'è andata nel dettaglio (Fotogallery - Video).

La Germania inizia meglio: non si lascia impressionare dal perenne palleggio spagnolo e fin dalle prime battute si ha come l'impressione che la tensione attanagli più gli iberici che i tedeschi. Così i primi brividi li vivono le Furie Rosse: Klose dopo 180 secondi per poco non calcia a rete dopo un pacchiano errore di Puyol, quindi Ballack e Lahm tentanto di involarsi sulla sinistra dove Sergio Ramos non risulta impeccabile; la prima vera conclusione a rete la effettua Hitzlsperger su suggerimento di capitan Ballack, il suo tiro non impensierisce Casillas. La Spagna non ci sta e viene fuori grazie soprattutto al suo centrocampo ordinato e a quel peperino di Torres, vero spauracchio per la difesa teutonica.

La prima occasione per gli uomini di Aragonés scaturisce da uno scambio blaugrana tra Xavi e Iniesta, con cross di quest'ultimo e deviazione di Metzelder che chiama Lehmann a una parata d'istinto; gli spagnoli alzano il baricentro e iniziano un fraseggio che spesso si conclude con lanci per El Niño. Proprio il giocatore del Liverpool al 23° rischia seriamente di portare i suoi avanti: cross di Ramos e stacco imperioso di Torres, palla sul palo e tiro ci Capdevila che si spegne sul fondo. Ora la partita sorride alla Spagna ma la Germania è sempre in agguato e pochi minuti dopo Ballack risponde con un tiro potente deviato dalla difesa iberica.

I bianchi di Löw sono tonici ma in difesa appaiono un po' macchinosi; Silva e Fabregas cercano di impensierire Lehmann ma l'impressione è che i tedeschi si stiano sfilacciando, soffrendo i tagli di Torres e i lanci millimetrici di Fabregas. E proprio per una combinazione sull'asse Fabregas-Torres si arriva al gol dell'1-0: lancio del giovane gunners, Fernando se ne va a Lahm e trafigge Lehmann in uscita con un tocco da sotto delizioso. Ingenua Germania, meritato in fin dei conti il vantaggio spagnolo che sulla cresta dell'onda cerca di battere il ferro caldo: Silva svirgola di sinistra, ma i tedeschi sbandano. La gara si trascina fino al termine del primo tempo senza grandi sussulti: reazione confusa della Germania, un sopracciglio tagliato per Ballack e le ammonizioni per i due capitani per un battibecco sulla trequarti spagnola. Il primo tempo si chiude sull'1-0.

La ripresa inizia con un volto nuovo: entra Jansen e gli fa posto il principale imputato sul gol spagnolo, Lahm. Ci si aspetta una reazione tedesca ma pian pianino è ancora la Spagna a rendersi pericolosa, macinando gioco e occasioni. Il primo tiro pericoloso lo effettua Xavi, quindi ci prova Silva: entrambi i palloni finiscono sul fondo, alla destra del portiere avversario. Si prova ancora con i lanci per Torres, grande fisico e corsa, dopo 10 minuti per poco non raddoppia con un azione fotocopia al primo gol; Löw capisce che bisogna cambiare ancora e allora fuori anche Hitzlsperger e dentro Kuranyi, 15 minuti per lui nell'Europeo e grande voglia di far bene. E la Germania si sveglia.

Al 60° Ballack scuote i suoi con in tiro maligno che esce di poco fuori, quindi il neo-entrato Kuranyi si rende protagonista non arrivando su un paio di palloni favorevoli: dopo un quarto d'ora dall'inizio della ripresa si svegliano i teutonici, la Spagna cerca di controllare con un po' di affanno. Schweinsteiger arriva al tiro, sulla traiettoria Klose aiuta gli avversari, entra Xabi Alonso, esce Fabregas, e la Spagna rischia seriamente il raddoppio: in due minuti arrivano alla conclusione Ramos di testa e Iniesta in un paio di occasioni, bravo Lehmann e provvidenziale Frings sulla linea. Sospirone di sollievo per i bianchi, cercano di riversarsi in avanti per un pareggio che man mano che passano i minuti appare sempre più difficile.

Entra pure Gomez per la Germania, la Spagna inserisce Güiza e Cazorla, dopo qualche scaramuccia figlia del nervosismo crescente. Ma non c'è niente da fare per i tedeschi: non perde mai la bussola la mediana spagnola, così come la linea di difesa e l'attentissimo Casillas. Anzi in contropiede sono gli iberici a sfiorare più volte il raddoppio, soprattutto all'81° con Senna che non arriva sulla palla per un soffio, il tutto a porta vuota. I teutonici non hanno più benzina, la Spagna amministra con perspicacia. E dopo 3 minuti di recupero Rosetti sancisce la fine.

La Spagna è campione d'Europa.

GERMANIA-SPAGNA 0-1 (0-1)
MARCATORI: Torres al 33' p.t.
GERMANIA (4-2-3-1): Lehmann 6,5; Friedrich 6, Mertesacker 6, Metzelder 5, Lahm 4,5 (Jansen 6); Frings 6, Hitzlsperger 5,5 (Kuranyi 5); Schweinsteiger 5, Ballack 5,5, Podolski 5; Klose 5,5 (Gomez sv). (Enke, Adler, Fritz, Westermann, Rolfes, Neuville, Trochowski, Boroeski, Odonkor). Allenatore: Low.
SPAGNA (4-1-4-1): Casillas 6; Sergio Ramos 6, Marchena 6,5, Puyol 6, Capdevila 6,5; Senna 6,5; Iniesta 7, Xavi 7, Fabregas 7 (Xabi Alonso 6), Silva 5,5 (Cazorla 6,5); Torres 7,5 (Guiza 6). (Palop, Reina, Albiol, Navarro, Sergio Garçia, Arbeloa, Juanito, Villa, De la Red). Allenatore: Aragones.
ARBITRO: Rosetti 6,5.
NOTE: spettatori 50mila; ammoniti Torres e Kuranyi per gioco scorretto, Ballack e Casillas per comportamento non regolamentare; recuperi 1' p.t., 3' s.t.


Le migliori foto di Germania-Spagna

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