Juventus-Roma: continuano le stilettate di Zeman

Non paghi di avere già un clima infuocato per altri precedenti screzi, Roma e Juventus continuano la loro battaglia fuori dal campo a forza di frecciate poco corrette. A portare avanti il teatrino dei colpi bassi è questa volta Zeman, che si presta alle provocazioni dei giornalisti alimentando ulteriori polemiche con gran gioia delle testate sportive.

Si va ormai dalle grandi tematiche ai piccoli gesti, tutto fa brodo nel grande battibecco sull'etica sportiva che schiera ormai da anni sui due fronti Juventus e Roma. Sembrerebbe tutto studiato a arte se non si sapesse che i giallorossi avevano delle direttive specifiche rivolte a tutti gli addetti ai lavori di non creare caos con le dichiarazioni, in modo da vedere la Roma sui giornali solo per le prestazioni in campo. Ma le indicazioni non devono essere state molto recepite da Zeman, che in ogni conferenza sfodera una nuova chicca capace di offuscare tutte le eventuali domande su schemi e salute della squadra.

In assenza di Conte, il battibecco Zeman se lo crea con Carrera. Alla notizia infatti che l'allenatore vice-Conte abbia affidato la conferenza stampa a Filippi, il tecnico giallorosso sembra che proprio non abbia potuto esimersi dal commentare acidamente la vicenda così: "È una questione di stile. Penso che la gente vorrebbe sentire qualcuno che è direttamente interessato". Probabilmente nella realtà dei fatti il boemo avrà anche ragione, ma essendo una notizia non approfondita forse la questione di stile avrebbe anche potuto essere quella di astenersi dal commento o almeno dare il beneficio del dubbio in merito alla scelta. Ma ormai la battaglia con tutti i bianconeri è aperta da anni e non fa prigionieri.

L'odio verso Zeman lo si percepisce anche negli stadi e così alla domanda riguardante proprio il suo ingresso allo stadio bianconero il boemo ha commentato: "Non ho paura. Ci sono già ritornato con il Lecce. L'accoglienza non fu molto carina, ho subito insulti per 90': l'ho detto anche al delegato della Federcalcio, mi sembra strano che per un buhh razzista scattano le multe e per 90' di insulti nulla. I danni alla Juve non li ho fatti io, se la dovrebbero prendere con altri". Pur avendo chiuso con un aspetto interessante già messo in luce giorni fa, il resto del discorso regge su un ragionamento un po' forzato. E' pericoloso mettere il razzismo, attualissimo e grave fenomeno sociale, sullo stesso piano dei classici sfottò da sempre presenti. Un giorno magari anche nel calcio si potrà mettere la regola "il tifo contro non è gradito", ma questa armonia sperimentata solo negli sport minori è distante anni luce dal malcostume attuale, presente comunque universalmente in tutte le tifoserie.

Poi finalmente si parla anche un po' di calcio e Zeman dimostra di non aver paura, grazie alla sua saggezza che lo contraddistingue: "È una partita stimolante. Loro sono forti, sono una squadra. Attualmente sono i migliori del campionato. Dobbiamo cercare di dimostrare che anche noi abbiamo dei mezzi, che siamo competitivi e che possiamo metterli in difficoltà. Imbattuti da 44 turni? Sì, ma anche loro hanno una testa, due braccia e due gambe... Anche a Roma si vuole vincere, impostando un progetto che ci può portare avanti. Nessuno gioca per perdere". In poche parole loro sono umani e volere è potere per il Boemo.

Se la sfida in campo rispecchierà anche solo parzialmente l'accanita battaglia a colpi di dichiarazioni stampa, quella tra Juventus e Roma dovrebbe essere la partita del secolo.

Foto | © TM News

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