Psg, stipendi super ma Al Khelaifi svela: "No a Tevez perché voleva troppo"

Il Paris Saint Germain spende e spande eppure il suo presidente, il ricchissimo qatariota Al Khelaifi ha rifiutato nel gennaio scorso di accontentare le richieste di Carlos Tevez perché ritenute troppo esose. E' il paradosso di una squadra che ha speso, con la nuova proprietà araba, qualcosa come 220 milioni di euro per il calciomercato e che paga stipendi fra i più salati del calcio mondiale. Se fecero scalpore, appena un paio di mesi fa, i 14 milioni (netti!) che i parigini mettono ogni anno nella busta paga di Zlatan Ibrahimovic, di certo non sono assimilabili a noccioline i 4,2 di Pastore, i 4,5 di Thiago Motta, i 9 di Thiago Silva e i 4 di Lavezzi; e, per dire, l'unico titolare non proprio di grido è Jallet che guadagna 1,2 milioni, mentre il neanche ventenne Verratti percepisce poco più di un milione: alla fine solo per l'undici titolare il monte ingaggi arriva a quota 58 milioni.

E non è finita perché i vari Sirigu, Motta e Pastore, ma non solo loro, avranno presto un adeguamento (in rialzo), come pattuito alla firma dei loro contratti se fossero aumentate le tasse in quel di Francia. Insomma, una vagonata di euro sonanti, in cui voleva fare il bagno anche Tevez all'epoca dei ferri corti col Manchester City; per lui però porte sbarrate, come ha svelato oggi il numero uno del club parigino:

"Se il trasferimento non ha avuto successo non è stato perché il giocatore non voleva venire, ma perché non abbiamo accettato le sue richieste. Lui voleva venire qui, ma noi non paghiamo stipendi troppo elevati. È quello che è successo lo scorso inverno, ma noi abbiamo una certa filosofia".

Con la super aliquota del 75% con cui Hollande, premier francese, vuole tassare i redditi superiori al milione di euro, cresceranno ancora i costi del Psg: quale è dunque la filosofia di cui sopra? Poco male per Tevez che guadagna otto milioni di euro netti all'anno per gentile concessione dello sceicco Mansour.

Foto | © TMNews

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