Copa Libertadores, Finale Ritorno: l’LDU trionfa ai rigori

Alla Fluminense di Renato non basta una tripletta di uno scatenato Thiago Neves per ribaltare la pesante sconfitta subita all’andata sul terreno dell’LDU Quito. La squadra della capitale ecuadoriana vince così la sua prima Copa Libertadores della sua storia, il primo trofeo continentale in assoluto anche per una compagine del proprio paese, dopo una stagione


Alla Fluminense di Renato non basta una tripletta di uno scatenato Thiago Neves per ribaltare la pesante sconfitta subita all’andata sul terreno dell’LDU Quito. La squadra della capitale ecuadoriana vince così la sua prima Copa Libertadores della sua storia, il primo trofeo continentale in assoluto anche per una compagine del proprio paese, dopo una stagione incredibile, che ricalca quella degli allora sconosciuti colombiani dell’Once Caldas di quattro anni fa.

Nel match di ritorno, disputato in un Maracanà gremito in ogni ordine di posto, i brasiliani hanno dominato in lungo e in largo, uscendo vittoriosi per 3-1, sconfitti poi ai calci di rigore, puniti dall’assurdo regolamento della competizione, nel quale, da quest’anno, è stata introdotta la regola dei gol in trasferta come nelle coppe europee, fatta eccezione proprio per la finale per la quale continua a valere la vecchia regola dei calci di rigore in caso di parità, anche con risultati diversi nei due match.

Per i brasiliani si mette subito malissimo, con Bolaños che dopo quattro minuti gela i quasi ottantamila tifosi della Flu assiepati nel mitico stadio di Rio. Ma poi uno scatenato Thiago Neves inizia a regalare spettacolo, ingaggiando un duello personale con l’estremo difensore avversario, Cevallos, finito con tre reti all’attivo, ma anche con alcuni interventi miracolosi del portiere, vero e proprio eroe della serata grazie anche ai tre rigori neutralizzati nell’epilogo della sfida, tra i quali quello dello stesso fantasista.

La beffa per i brasiliani è stata resa ancora più amara dagli sfottò degli odiati rivali del Flamengo, i cui tifosi si sono uniti ai vincitori nei festeggiamenti per le vie della città carioca. Per gli ecuadoriani, nonostante la sorte favorevole in questo ultimo atto della competizione, un successo comunque meritato, vista la straordinaria prestazione dell’andata, nella quale hanno raccolto molto meno di quanto seminato, e in generale di un torneo sempre affrontato nel migliore dei modi, sfruttando al massimo il vantaggio dell’altura nelle gare casalinghe, ma dimostrandosi anche tutt’altro che arrendevoli in trasferta.

Miglior giocatore del torneo il ventitreenne attaccante dell’LDU, Joffre Guerrón, bomber di razza, dotato di una rapidità esplosiva che ricorda molto quella di un grande protagonista del calcio italiano degli anni novanta, Faustino Asprilla, e che la prossima stagione giocherà in Spagna con il Getafe.

Ma negli ecuadoriani hanno brillato anche il veterano portiere Cevallos, trentasette anni portati benissimo, la seconda punta Bolaños e il “duro” Urrutia, un passato nelle bande di strada del sobborgo di Zapotal, seguito, come capita a molti giocatori sudamericani, da una “redenzione” nel nome di Dio. Ai brasiliani non è bastata l’immensa classe del numero dieci Neves, giocatore che farebbe comodo a molti grandi club europei.

Ultime notizie su Copa Libertadores

Tutto su Copa Libertadores →